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Shock greco per l’Europa

· Vertice di emergenza in Lussemburgo dopo le voci su una possibile uscita di Atene dall’euro ·

Esclusa la ristrutturazione del debito ma si attende la risposta dei mercati

Nessuno se lo aspettava, ma in poche ore l’incubo è diventato realtà. La situazione greca è molto grave, occorre agire subito per evitare il peggio. E il peggio, in questo caso, significa il tracollo di tutti i Paesi Ue. L’ipotesi che Atene possa uscire dall’euro — ventilata dal settimanale tedesco «Der Spiegel» — ha fatto crollare la moneta unica e costretto alcuni ministri finanziari dell’Unione e il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, a un vertice d’emergenza in Lussemburgo.

«Una ristrutturazione del debito è esclusa; riteniamo che la Grecia abbia bisogno di un ulteriore aggiustamento del programma di aiuti e ne discuteremo in dettaglio al prossimo Ecofin» ha detto Jean-Claude Junker, presidente dell’Eurogruppo. Tuttavia, secondo «Der Spiegel», il Governo ellenico ha seriamente minacciato di abbandonare l’euro tornando alla dracma proprio mentre andava in porto, nei giorni scorsi, il piano di salvataggio del Portogallo. Per questo motivo — aggiunge «Der Spiegel» — la Commissione Ue, allarmata dalla decisione, ha convocato la riunione straordinaria in Lussemburgo. Il settimanale tedesco cita non meglio precisate fonti vicine all’Esecutivo. Un anno fa Atene riceveva un prestito da 110 miliardi di euro da restituire in sette anni e mezzo al tasso di 4,2 per cento, come stabilito nel vertice Ue del 7 maggio 2010.

L’ipotesi di un ritorno della Grecia alla vecchia dracma — la realizzazione sarebbe tecnicamente complicatissima e avrebbe un impatto enorme non solo per la Grecia ma per la stessa tenuta della divisa unica — è stata subito «smentita categoricamente» dal ministro delle Finanze greco, George Papaconstantinou, e da una fonte vicina al premier, George Papandreou, e definita «totalmente fantasiosa» dal ministro dell’Economia francese, Christine Lagarde. La smentita è giunta anche da un portavoce del cancelliere tedesco, Angela Merkel. No comment da Bce e Commissione Ue. Il quotidiano tedesco «Handelsblatt» ha parlato di «notizia falsa».

Tuttavia, le voci rischiano di assestare un altro duro colpo alla Grecia all’apertura dei mercati, lunedì, con i rendimenti dei titoli di Stato già a livelli record. La conseguenza più immediata, di fronte a un debito da 327 miliardi di euro, potrebbe essere una dilazione delle rate se non un taglio in valore dei rimborsi. Il quotidiano statunitense «New York Times» ha definito «inevitabile» la ristrutturazione, ovvero la rinegoziazione del debito — in sostanza, l’applicazione di modifiche alle condizioni del prestito, come la durata o il tasso.

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