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​Shakespeare e il sogno dei detenuti

Può passare anche attraverso il genio shakesperiano il processo di riabilitazione del detenuto, impegnato a valorizzare la propria creatività e i propri talenti. Lo testimonia l’iniziativa della compagnia Puntozero, composta per tre quarti da giovani attori detenuti che, al Piccolo Teatro di Milano, mette in scena, dal primo al 5 febbraio Sogno di una notte di mezza estate con la regia di Giuseppe Scutellà. Ecco allora che il sogno di Shakespeare viene ricreato dai detenuti del carcere minorile di Beccaria, insieme con alcuni coetanei, con l’obiettivo di farlo diventare il loro sogno, proiettato verso un mondo dove il teatro svolge un ruolo significativo contribuendo a promuovere un profondo processo di crescita umana e culturale. 

«La commedia di Shakaspeare in cui s’intrecciano fantastico e reale — afferma il regista che ha anche curato la coreografia — ci è sembrato potesse offrire un utile esercizio di fantasia che ha permesso agli attori di conoscere nuovi mondi. Del resto — aggiunge — come possiamo pensare di rinchiudere dei giovani e di chiedere loro di riflettere sul proprio agire senza dare loro gli strumenti necessari per farlo? E una volta reclusi, come si può pretendere che i giovani detenuti rielaborino il loro reato e si reinseriscano nella società senza indicare loro la strada?». Dopo tante prove, affrontate con determinazione e passione, i detenuti hanno realizzato uno spettacolo, di due ore, che s’inserisce — rileva il regista — nel solco della scuola strehliana dove la tradizione è di per sé sperimentalismo e dove la semplicità è il punto d’arrivo.    

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22 maggio 2019

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