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Sguardi cristiani sull’islam

· ​Per una comprensione del disegno salvifico di Dio ·

Marc Chagall  «Agar dans le désert», (1960)

«Di fronte all’emergenza della religione musulmana all’inizio del secolo VII e alla sua affermazione politica nel corso della storia, i credenti cristiani si sono sentiti sfidati nella loro fede e invitati a dare una valutazione teologica nei riguardi di questa nuova religione. Padre Jean-Marie Gaudeul, professore al Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica (Pisai) di Roma, ha riassunto la lunga storia di questi sguardi incrociati tra discepoli di Gesù e fedeli del Corano in due volumi dal titolo provocatorio, Disputes? ou Rencontres?, nel 1998, precisando come L’Islam et le christianisme au fil des siècles hanno visto sia i cristiani sia i musulmani valutare diversamente il loro confronto spirituale. Prima di lui, padre Youakim Moubarac, maronita libanese, aveva consacrato a Parigi le sue Recherches sur la pensée chrétienne et l’Islam studiandone, in un primo tempo, il contenuto Des origines à la prise de Constantinople e poi l’espressione dettagliata Dans les temps modernes et à l’époque contemporaine, seguendola secolo per secolo fino ai testi innovatori del concilio Vaticano ii». E' questa la premessa della lectio magistralis letta alla Pontificia univertà Urnabiana in occasione della laura honoris causa in Missiologia conferita al padre Maurice Borrmans. Nato nel 1925, francese, membro della Società dei missionari d’Africa, studioso di diritto islamico e spiritualità musulmana, padre Borrmans è stato a lungo docente presso l’Urbaniana e il Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica nonché consultore del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. L'intervento offre una rassegna delle varie letture cristiane della religione islamica, sottolineando la prospettiva con cui bisogna rileggere i testi del Vaticano II (Lumen gentium, 16 e Nostra aetate, 3) e quelli del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, come pure il discorso di Giovanni Paolo II a Casablanca, del 19 agosto 1985, in cui si diceva: «Noi, cristiani e musulmani, dobbiamo riconoscere con gioia i valori religiosi che abbiamo in comune e renderne grazie a Dio. Cristiani e musulmani, generalmente, ci siamo malcompresi, e qualche volta, in passato, ci siamo opposti e anche persi in polemiche e in guerre. Io credo che Dio c’inviti oggi, a cambiare le nostre vecchie abitudini. Dobbiamo rispettarci e anche stimolarci gli uni gli altri nelle opere di bene sul cammino di Dio».

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08 dicembre 2019

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