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​Sgombero a San Ferdinando

· Dopo anni di dichiarata inagibilità e incidenti nella baraccopoli in Calabria ·

Sgombero della baraccopoli  di San Ferdinando (Ansa)

Sono iniziate questa mattina le operazioni di sgombero della baraccopoli di San Ferdinando, in Calabria, che sarà abbattuta subito dopo. Si tratta di vecchie strutture fatiscenti che per anni hanno ospitato anche 3000 migranti alla volta. Degli oltre 1600 abitanti che fino a qualche giorno fa vivevano nell’area sono rimasti in pochi. La questura parla di 600 persone. Per gran parte di loro si tratterà solo di uno spostamento di poche decine di metri. Dovranno attraversare la strada che costeggia le baracche e la vecchia tendopoli, realizzata nel 2011 dopo la rivolta di Rosarno, e raggiungere la nuova tendopoli nata nel 2017 per risolvere l'emergenza abitativa dei lavoratori africani. Doveva ospitare circa 450 persone, troppo pochi per i più di 2.000 che raccoglie la baraccopoli durante la stagione della raccolta degli agrumi. Ora ne ospiterà quasi 800. Sono state infatti aggiunte 40 tende. E un'altra decina è stata aggiunta su un prato adiacente. Alcuni verranno trasferiti nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e in quelli gestiti dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) della regione italiana. Ai migranti appare come l’ipotesi peggiore perché non si vogliono allontanare dai campi dove hanno trovato lavoro e perché in molti casi aspettano il pagamento di giornate, se non settimane o mesi già passati a raccogliere frutta. Ma c’è anche la questione dei documenti. Gran parte di quanti hanno vissuto nella baraccopoli ha il permesso di soggiorno umanitario che, dopo il «decreto sicurezza» approvato a fine novembre scorso, non dà più diritto a nessun tipo di accoglienza. Dunque, potrebbe essere trasferito solo chi ha ottenuto la protezione internazionale (status di rifugiato), chi è ancora richiedente asilo o ricorrente dopo un primo diniego. Proprio nell’incertezza sui requisiti e sulle diverse ipotesi messe in campo, alcuni hanno approfittato della notte per disperdersi nelle campagne della Piana.

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25 agosto 2019

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