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Migranti
uccisi sulla spiaggia

· Gli scafisti volevano imbarcarli a forza ·

Che i trafficanti di esseri umani non si facciano scrupoli è purtroppo noto. Lo testimoniano le migliaia di persone morte in mare. Eppure lascia comunque sgomenti quanto accaduto lo scorso fine settimana su una spiaggia libica. Qui ventidue persone sono state uccise da scafisti sulla costa di Sabrata perché non volevano imbarcarsi per il mare agitato a causa del cattive condizioni del tempo. La conferma di questa ennesima barbarie è arrivata dalla Mezzaluna rossa. Tutte le vittime provenivano dall’Africa sub-sahariana. 

Un barcone dei trafficanti di immigrati mentre lascia le coste libiche (Ap)

Anche l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) conferma il ritrovamento dei corpi e ritiene più che plausibili le testimonianze raccolte, concordi nel raccontare di trafficanti che non volevano perdere tempo e che non si sono fatti scrupolo di eliminare chi rallentava i loro piani. Intanto in Italia negli ultimi cinque giorni sono stati intercettati e fermati nove scafisti implicati in diversi traffici verso le coste della Sicilia. Alcuni sono stati fermati a Ragusa, altri ad Augusta. In tutti i casi, i migranti raccontano di scafisti che partono in momenti diversi e da spiagge diverse, segno della presenza di più organizzazioni criminali sulle coste libiche. Oltre ai fermi ci sono anche processi. In questi giorni la Corte di Assise di Messina ha condannato a 15 anni e a 18 anni due scafisti responsabili della morte di quattordici migranti sul barcone che mesi fa ne trasportò altri 450. Alla rivista dei gesuiti, «Civiltà cattolica», ha parlato del fenomeno migratorio il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, affermando che alcuni paesi tendono a chiudersi, erigendo barriere o muri, «senza rendersi conto che non c'è né barriera né muro che possa frenare un fenomeno storico di questa portata». Mattarella ha definito la reazione dei muri «una fuga dalla responsabilità di affrontare il problema e dal dovere di governarlo».

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19 luglio 2019

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