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Sforzi dell’Onu
sulla crisi yemenita

· Nonostante la mancanza di risultati ai negoziati di Ginevra ·

Mentre nello Yemen si continua a morire — oggi l’aviazione della coalizione a guida saudita ha bombardato le postazioni dei ribelli — si sono conclusi ieri senza risultati i negoziati promossi dall’Onu a Ginevra. 

Obiettivo della trattativa era raggiungere un cessate il fuoco nel mese di Ramadan tra il Governo in esilio del presidente yemenita, Abd Rabbo Mansur Hadi, e i ribelli sciiti huthi. L’inviato speciale dell’Onu, Ould Sheikh Ahmed, ha detto che gli sforzi continueranno, ammettendo però che nessuna data è stata stabilita per un’eventuale nuova tornata di trattative tra le parti. Un cessate il fuoco «ha bisogno di più consultazioni ma può essere concluso molto rapidamente» ha detto ieri sera Ahmed prima di tornare a New York per rendere conto dei colloqui al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, e al Consiglio di sicurezza. Del resto la delegazione governativa e quella degli huthi, che controllano la capitale Sana’a e altre regioni del Paese, non si sono mai incontrate da quando sono cominciati ufficialmente i negoziati, il 16 giugno, e Ahmed ha dovuto fare la spola per incontrare separatamente le parti. Nello Yemen a partire dalla fine di marzo sono morti oltre mille civili, di cui 279 bambini, e un milione di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case. Condizioni difficilissime che mettono a dura prova la popolazione di questo che già era considerato il più povero Paese della penisola arabica.

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08 dicembre 2019

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