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Sfide che devono unire

· ​Cristiani e solidarietà in un’intervista al cardinale Kurt Koch ·

Tirana, 6. «Ci sono molte sfide nel mondo e sono comuni a tutti i cristiani e a tutti gli esseri umani. Credo che tali sfide ci stiano avvicinando. In questo momento penso soprattutto alle questioni etiche, alla crisi dei rifugiati, al traffico di esseri umani. È importante che le Chiese cristiane abbiano una voce comune; se non ce l’hanno, in merito alle principali questioni della nostra società, questa voce si indebolisce». È uno dei passaggi più significativi dell’intervista rilasciata dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, al sito www.oikoumene.org del World Council of Churches (Wcc) in occasione del Global Christian Forum di Tirana, sul tema «Discriminazione, persecuzione, martirio: seguire Cristo insieme».

All’evento, conclusosi mercoledì scorso, hanno preso parte centocinquanta leader religiosi e rappresentanti di diverse tradizioni ecclesiali provenienti da più di sessanta Paesi. Papa Francesco, in un messaggio inviato ai partecipanti, ha espresso tristezza e preoccupazione per le crescenti discriminazioni e persecuzioni nei confronti dei cristiani in vari Paesi del mondo.

Secondo il cardinale Koch, occorre «una migliore solidarietà tra cristiani. Dobbiamo approfondirla. Solo così avremo un maggiore impatto sul mondo della solidarietà. Dobbiamo mostrarla di più tra cristiani, dobbiamo stare insieme molto di più». Il porporato ha sottolineato quanto sia importate la collaborazione: «Il World Council of Churches e la Chiesa cattolica hanno una lunga tradizione di lavoro comune e ritengo che abbiamo un buon affiatamento. Credo che dovremmo continuare questa nostra collaborazione ma anche approfondirla. Stiamo lavorando insieme per la giustizia e la pace».

L’incontro di Tirana — ha ricordato il presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani — è servito come occasione per «rafforzare e approfondire i legami personali di unità tra noi, presenti a questa consultazione, e tra le nostre Chiese e le comunità ecclesiali di tutto il mondo. Questa è solo una parte, ma non è l’unico modo. Credo che dobbiamo intensificare la solidarietà più in modo bilaterale, attraverso il dialogo e la collaborazione concreta».

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19 marzo 2019

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