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Sfida globale nordcoreana

· Lanciato un altro missile balistico verso il mar del Giappone ·

Precipita la situazione al 38° parallelo, con il regime comunista nordcoreano che rilancia la sfida alla comunità internazionale.

Un’immagine diffusa dai media nordcoreani del nuovo lancio missilistico di Pyongyang (Ansa)

Ieri sera, mentre era in corso la riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu dedicata proprio alla Corea del Nord, Pyongyang ha effettuato un nuovo lancio di un missile balistico a medio raggio verso il mar del Giappone. Il vettore è però esploso in volo poco dopo. Secondo il comando statunitense nel Pacifico, il missile non ha mai lasciato il territorio nordcoreano, con la principale sezione che è ricaduta a terra a circa 35 chilometri dalla base area di Pukchang. Resta, però, l’ennesimo guanto di sfida lanciato dal leader norcoreano, Kim Jong-un. Un preciso segnale della volontà di Pyongyang di volere proseguire il proprio programma missilistico e nucleare e una risposta agli Stati Uniti proprio nelle ore in cui sta arrivando nelle acque della penisola coreana la squadra navale americana guidata dalla portaerei Carl Vinson che si unirà al sottomarino nucleare Michigan, già attraccato da martedì scorso nel porto sudcoreano di Busan. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di gestire — almeno per il momento — la situazione in modo diplomatico, definendo il lancio del missile un affronto alla Cina, l’unico alleato di Kim. «La Corea del Nord ha mancato di rispetto ai desideri della Cina e del suo estremamente rispettabile presidente Xi Jinping», ha twittato il leader della Casa Bianca. La reazione moderata di Trump — evidenziano gli analisti politici — fa parte della strategia del presidente di fare pressione sulla Cina affinchè intervenga su Pyongyang per porre fine alle sue ambizioni nucleari e scongiurare un intervento militare, che gli Stati Uniti potrebbero materialmente permettersi, ma che avrebbe conseguenze imprevedibili. Solo ieri mattina in un’intervista alla Reuters, Trump aveva detto che con la Corea del Nord c'è il rischio «di conflitto molto serio».

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09 dicembre 2019

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