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Per una lettura teologica
della mobilità in Africa

· Incontro a Brazzaville ·

«Ci vogliono persone decise, che amino la verità, che sappiano farsi carico delle sofferenze dei loro fratelli, per ricercare vie nuove alla crisi migratoria che vive l’Africa»: sono parole pronunciate dal vescovo di Pointe-Noire, Miguel Angel Olaverri Arroniz, durante la concelebrazione eucaristica che giovedì 21 ha aperto a Brazzaville, capitale della Repubblica del Congo, la conferenza internazionale sulla teologia della mobilità umana in Africa.

Il presule, presidente in Congo della Commissione per la pastorale dei migranti, ha sottolineato quanto sia importante che oggi, nella Chiesa, crescano individui capaci di intervenire a favore dei loro fratelli negli ambienti dove «la sete di potere, le gelosie, l’egoismo» costringono migliaia di uomini, donne e bambini sulle vie di un’avventura senza fine. La Chiesa in Africa «deve essere presente e impegnarsi senza limiti di tempo e di luogo, soprattutto nei casi in cui sono assenti altre istituzioni».

L’incontro, organizzato dal Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar (Secam) e intitolato «Esaminavo la causa dello sconosciuto (Giobbe, 29, 16)», si è concluso oggi, sabato 23.

di Jean-Baptiste Sourou

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20 maggio 2019

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