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Parte la sfida alla nuova Via della seta

· Lo scioglimento dei ghiacci apre la rotta artica ·

Si apre la via del Nord. Nei prossimi giorni una compagnia danese del trasporto marittimo spedirà il suo primo s portacontainer su una rotta artica nel nord della Russia. A compiere la rotta sarà una nave la Venta, della Maersk, un’unità da 3600 tonnellate, consegnata l’anno scorso e ora a Vladivostok pronta ad attraversare la Northern Sea Route, una rotta commerciale definita ufficialmente dalla legislazione russa e che scorre a est di Novaya Zemlya, lungo la costa artica russa dal mar di Kara, lungo la Siberia, fino allo stretto di Bering. «È solo un viaggio che ci serve per accogliere dati scientifici su un maggiore utilizzo della rotta nel prossimo futuro» hanno spiegato dalla compagnia danese. La rotta artica si è aperta a causa allo scioglimento dei ghiacci artici dovuta all’eccezionale rialzo delle temperature di quest’anno.

La notizia in sé può sembrare troppo tecnica e di scarso rilievo. Ma non è così. In realtà, si tratta di un passo importante per lo sviluppo del trasporto marittimo di container nell’Artico, anche se si ritiene che resterà nel breve e medio periodo una nicchia. Prima della Maersk hanno sperimentato questa rotta la compagnia la cinese Cosco e quella giapponese Mol.

Più in generale, lo scioglimento dei ghiacci e l’apertura di nuove rotte rischia di trasformare profondamente il volto del commercio mondiale. Con prospettive ancora tutte da capire. La nuova rotta — dicono gli esperti — potrebbe anche mettere a repentaglio l’efficacia della nuova via della seta, il grande progetto infrastrutturale e commerciale cinese. Per questo a Pechino stanno cercando strategie alternative. Per portare le loro merci in Europa, i cinesi stanno pensando alla via transpolare, che dallo stretto di Bering punta direttamente sull’Islanda con una rotta rettilinea che passa per il Polo nord: molto più brevi rispetto alla rotta siberiana.

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22 luglio 2019

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