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Sfida al clericalismo

· Il cardinale Joseph William Tobin sulla necessità di una maggiore presenza femminile nella Chiesa ·

Newark, 11. La Chiesa che fa a meno delle donne è una Chiesa povera, un organismo menomato, come una persona che si trascina con le mani legate alla schiena. È l’efficace immagine che il cardinale Joseph William Tobin usa per sottolineare l’urgenza di un maggiore coinvolgimento della presenza e del contributo femminile nella vita così come nei processi decisionali della comunità ecclesiale. Da poco più di un anno alla guida dell’arcidiocesi di Newark il porporato redentorista ha affrontato la questione in un’intervista rilasciata ad «America», la rivista dei gesuiti statunitensi, nella quale approfondisce i concetti espressi la scorsa estate in occasione di una conferenza sulla leadership delle donne nella Chiesa cattolica, svoltasi a Ferdinand, nello stato dell’Indiana.

Kelly Simpson, «Women of courage 10» (2013)

Rispondendo alle sollecitazioni di Kimberly F. Baker, il cardinale Tobin richiama infatti l’importanza ma anche l’incompletezza del cammino compiuto dalla donna nella Chiesa negli ultimi decenni. Riconosce soprattutto lo straordinario impulso fornito da Papa Francesco a tutto l’organismo ecclesiale. Quando infatti il Pontefice parla della necessità di una presenza femminile più incisiva nella vita della Chiesa, avverte il porporato, «penso che non stia semplicemente pensando alla leadership a livello della Chiesa universale, ma sta anche parlando con i suoi fratelli vescovi». Secondo Tobin, è come se Papa Francesco stesse dicendo a ciascuno dei suoi confratelli: «Devi assicurarti che i doni delle donne si riflettano nella Chiesa locale che ti è stata affidata». Un compito decisivo che evidentemente necessita ancora di una maggiore consapevolezza. «Ogni presule — ricorda l’arcivescovo di Newark — prima di essere ordinato compie la professione di fede e si dichiara in unione con l’insegnamento della Chiesa, ma riconosce anche la propria responsabilità nel discernere i doni che sono dati alla Chiesa locale. Penso che sia anche a quel livello che il Santo Padre spera in una nuova visione e in un nuovo orizzonte».

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