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Sfida africana

· ​Il traffico della droga si espande e il continente nero ormai non è più soltanto un punto di passaggio. Mercato in forte crescita con l’affermarsi delle nuove tecnologie ·

Il tema della drug policy è oggi uno dei più complessi e dibattuti nel panorama internazionale. La sfida posta dal controllo e dalla gestione del traffico degli stupefacenti chiede risposte forti in termini non solo medici e assistenziali, ma anche sociali e politici. 

Operazione antidroga a Nairobi (Reuters)

A confermare la complessità del problema è il nuovo rapporto dell’International Narcotics Control Board, presentato nei giorni scorsi a Dakar, che mette l'accento sulle trasformazioni geopolitiche del traffico illegale di droga dovute alla crisi economica e al diffondersi del commercio via internet. In tal senso, come sottolinea il presidente del Board, Werner Sipp, è necessario dare «risposte globali al problema, producendo accordi multilaterali che siano un punto di riferimento per le politiche nazionali». Il sistema di controllo del traffico di droga «dev’essere bilanciato», afferma Sipp. «È necessario un sistema che permetta un rafforzamento della salute pubblica e del welfare, fondato su principi di proporzionalità, responsabilità collettiva e in armonia con le norme internazionali sui diritti umani». Il rapporto del Board traccia un quadro dettagliato della geografia e delle dinamiche del traffico di droga nel mondo. Il dato centrale è che l’Africa sta diventando «la zona chiave per il traffico» nel mercato mondiale e anche la sua classe media, in espansione, è un nuovo sbocco per i trafficanti. Dunque il continente nero «è una delle principali zone di traffico» non solo in quanto punto di passaggio e di smistamento, ma anche in quanto mercato attivo. Si tratta di una trasformazione significativa, epocale, che nei prossimi anni potrebbe condurre a un riorientamento del traffico mondiale. 

di Luca M. Possati

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16 settembre 2019

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