Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Ventunomila giorni

· Dal gennaio 1958 ·

Gennaio 1958: nasce «Vida Nueva»; Steve Jobs e Bill Gates avevano tre anni. Ne mancavano cinque perché John F. Kennedy fosse assassinato e Giovanni xxiii morisse in Vaticano. Sarebbero passati ancora dieci anni fino al giorno in cui fu assassinato Martin Luther King e undici perché Neil Armstrong passeggiasse sulla Luna, «un piccolo passo per un uomo, un grande salto per l’umanità». Nel 1959 cominciava la guerra del Vietnam, con la quale si sarebbe modificata la mappa geopolitica del mondo, e negli Stati Uniti iniziava una profonda trasformazione sociale grazie ai movimenti pacifisti. Nel 1962 il mondo vive sull’orlo della terza guerra mondiale durante i giorni della “crisi dei missili”, e anche se in Europa si consolidava la riconciliazione franco-tedesca che avrebbe condotto negli anni alla Comunità europea, in silenzio, nelle università, si sviluppava il fermento del sessantotto.

Lo sbarco dei primi uomini sulla Luna (1969)

Questo breve elenco di fatti e personaggi è sufficiente a prendere coscienza del mondo in cui nasceva e compiva i suoi primi passi la nostra rivista. È utile anche per capire che i tempi in cui siamo destinati a vivere attualmente non sono un’eccezione; da molto tempo si succedono vertiginosamente avvenimenti sorprendenti. Da molto tempo viviamo nel pericolo. Questi dell’anno 2016 non sono i primi giorni in cui la vita ci invita a rispondere a sfide immense e complesse. In realtà, siamo eredi di varie generazioni coraggiose che si sono assunte l’onere dei conflitti e delle difficoltà, come opportunità di crescita e trasformazione.

Mentre guerre, assassinii e tragedie scuotevano il mondo, nel 1963 cominciava a sentirsi una musica che avrebbe anch’essa costituito un salto insospettato: in quella data entravano in scena i Beatles. Cominciava un’altra storia, non soltanto nell’ambito della musica, questa era solo la superfice, mentre il fenomeno era più ampio: nasceva allora un altro modo di essere giovani e, pertanto, un altro modo di essere adulti.

Nasceva un nuovo punto di vista che abbracciava tutto: la famiglia, il sesso, l’amicizia, il denaro, il potere, il futuro. Nelle fondamenta delle più solide istituzioni si sentiva uno strano suono, come di una tempesta in avvicinamento; ma ancora non si sospettava da dove potesse arrivare. Tuttavia, nel via vai politico, sociale e culturale, qualcosa non si arrestava, possedeva una dinamica propria e non indugiava su considerazioni filosofiche, morali, religiose o semplicemente umane: sommessamente, scienza e tecnologia avanzavano a un ritmo mai visto. Le aree più sensibili della vita furono invase, in queste 3000 settimane, da questa rivoluzione silenziosa: tanto la medicina, come la biologia, la nanotecnologia, le ricerche che arrivano al di là del nostro sistema solare e molti altri progressi scientifici trasformavano silenziosamente le nostre vite. Imperturbabili, come aliene a tutto ciò che avveniva, le scienze progredivano ininterrottamente ma al di là dell’immaginabile.

Per quelli tra noi che vogliono esercitare questa nobile professione giornalistica dal punto di vista della nostra fede cristiana, questa storia che si svolge su questo pianeta azzurro contiene a sua volta un’altra storia più affascinante ancora: la storia di un popolo che annuncia un altro mondo, un nuovo cielo e una nuova terra. È una storia che si rinnova in perpetuo. Non è così antica, ha solo duemila anni. Possiamo aggiungerne qualche migliaia se sommiamo la storia dei fratelli più vecchi nella fede, che attraversarono i deserti fino a stancarsi. Un misterioso racconto che comincia in un giardino con mele e serpenti. Una narrazione che sembra una favola, ma che riflette e illumina magistralmente il nocciolo di quell’altra storia più ampia e tragica che abbraccia l’umanità intera. E che si ripete, instancabile, illuminando generazione dopo generazione i perplessi abitanti del pianeta azzurro.

Anche in queste 3000 settimane questa storia misteriosa si è dispiegata davanti ai nostri occhi e l’abbiamo riferita; vi abbiamo riflettuto e ci siamo commossi scoprendo ancora una volta la sua attualità e la sua bellezza. È una storia silenziosa di servizio e santità, di lotta per la giustizia e la dignità; una storia nata in un presepe e resuscitata sulla croce. Una storia che non si ferma e che ha germinato come quel seme che «un uomo getta nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa». Un seme che, mentre tutti guardavano dall’altra parte, ha continuato a dare luce e sale a questo mondo perché il Nazareno, anch’Egli in queste 3000 settimane, desse le sua vita. La sua Vita Nuova.

di Jorge Oesterheld, Direttore di «Vida Nueva Cono Sur»

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE