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​Sette nuovi santi

· Con Montini e Romero vengono canonizzati due preti, due suore e un giovane operaio ·

Domenica 14 ottobre il rito presieduto dal Pontefice in piazza San Pietro

Gli arazzi con i nuovi santi esposti sulla facciata della basilica di San Pietro (foto di Guillermo Simón-Castellví)

Papa Francesco proclama sette nuovi santi domenica mattina, 14 ottobre, in piazza San Pietro: insieme a Paolo VI e all’arcivescovo Romero, il Pontefice eleva agli onori degli altari anche due preti, Francesco Spinelli e Vincenzo Romano, due suore, Maria Caterina Kasper e Nazaria Ignazia di santa Teresa di Gesù March Mesa e il giovane operaio Nunzio Sulprizio. E alla vigilia della canonizzazione Papa Francesco ha ricevuto sabato mattina, 13 ottobre, nella Sala Clementina gli allievi dei seminari lombardi. Rispondendo a braccio a otto loro domande, il Pontefice ha sottolineato quanto sia importante la vicinanza del sacerdote a Dio e al suo popolo. Il prete deve seguire l’esempio di Gesù che incontrava il Padre nella preghiera e andava incontro alla gente, anche ai nemici. I presbiteri, infatti, devono essere pastori del popolo e non chierici di stato. Il rischio è di avere preti concentrati su se stessi che assomigliano ai farisei e non a veri pastori che conoscono i loro fedeli, se ne interessano e li chiamano per nome. C’è un altro modo per incontrare Dio ed è nella Lectio divina, nella lettura meditata delle Scritture. Perché serve a ogni livello una certa familiarità con la Parola di Dio, che è uno dei punti fondamentali necessario alla formazione del prete insieme allo studio, alla preghiera, all’attività pastorale e all’imprescindibile vita comunitaria. Quindi il Papa ha affrontato i temi della memoria e del discernimento, spiegando che non bisogna mai dimenticare da dove si proviene; ciò serve per non gonfiarsi di vanità e per aprirsi alla gratitudine. Quanto al discernimento, ha ricordato una sua grande guida, che era decano di filosofia. Con lui parlava di maturità e uno dei segni di una persona matura è la capacità anche di giocare, di non irrigidirsi. Infine il Pontefice ha raccomandato una Chiesa in uscita. Come realizzare questa vocazione? Non avendo paura di andare incontro alla gente, nonostante l’indifferenza e i rifiuti. Anche al tempo di Gesù, infatti, la società era secolarizzata pur con differenti modalità. Ecco allora l’invito a seguire l’esempio che viene da Gesù e dalla comunità degli Apostoli, perché l’essenziale è lo stesso, oggi come allora.

Prima dell’udienza pontificia per i seminaristi e per gli altri partecipanti al pellegrinaggio delle diocesi lombarde giunti a Roma per la canonizzazione di Montini, aveva celebrato la messa nella basilica vaticana il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato.

Intanto nelle stesse ore i lavori del Sinodo dei vescovi proseguivano nei circoli minori, giunti alla settima sessione. E a fine mattinata Papa Francesco ha accolto a Santa Marta il giovane uditore iracheno Safa Al Abbia, per salutarlo e benedirlo prima del ritorno nel suo Paese per stare vicino alla mamma malata. Quindi dall’account @pontifex ha lanciato un tweet in cui esorta dal guardarsi «dal rischio di essere attori più che testimoni». Perché «siamo chiamati a essere memoria viva del Signore».

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17 settembre 2019

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