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Settantasette tonnellate di cibo ai profughi siriani

· Iniziativa del patriarcato di Mosca ·

Damasco, 14. Settantasette tonnellate di farina, zucchero, cereali, pasta, olio di semi di girasole, latte in polvere, pesce e carne in scatola: «senza precedenti», sottolinea in una nota il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del patriarcato di Mosca, il carico di aiuti portato la settimana scorsa in Siria e in Libano da una delegazione del Gruppo di lavoro interreligioso del Consiglio presidenziale per la cooperazione con le associazioni religiose russe. Era fra l’altro la prima volta che una delegazione di così alto livello, composta da rappresentanti delle principali comunità cristiane e musulmane della Russia, si recava in Siria dall’inizio dello scoppio della guerra.

Voluta dal metropolita di Volokolamsk, Ilarione, con la benedizione del patriarca di Mosca, Cirillo, l’iniziativa umanitaria è stata guidata dallo ieromonaco Stefano (Igumnov), segretario dell’Ufficio per le relazioni intercristiane. Con il rappresentante ortodosso, anche responsabili musulmani, evangelici e della Chiesa apostolica armena. Insieme hanno portato gli aiuti che sono stati forniti grazie anche ai fondi raccolti dalle comunità cattoliche e protestanti.

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20 agosto 2019

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