Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Settant’anni fa iniziava a trasmettere
la France Presse

Domenica 20 agosto 1944, qualche ora dopo l’avvio dell’insurrezione di Parigi, l’agenzia di stampa France-Press lanciava il suo primo dispaccio: un appello «A tutti i giornali liberi di Parigi». Dopo quattro anni di censura e di propaganda, infatti, l’unico desiderio era quello di riconquistare la libertà. Anche quella di informazione. E la vicenda della rinascita dell’agenzia di stampa ne divenne, insieme, il motore e l’emblema.

Durante la settimana di insurrezione dal 19 al 26 agosto 1944a Parigi iniziarono a circolare i primi giornali liberi (foto Afp)

Con il nome di Agence des feuilles politique, correspondance générale, l’agenzia era stata fondata nel 1835, a Parigi, dal banchiere Charles-Louis Havas: si trattava della prima agenzia di stampa al mondo. Con gli anni ne nacquero altre, ma fino a tutta la prima metà del Novecento l’Agence Havas (come venne ribattezzata dal nome del fondatore) dominò l’informazione politica globale. Poi però le cose si fecero difficili: a seguito dell’occupazione tedesca della Francia, infatti, l’agenzia — con il nuovo nome di Office français d’information — divenne l’organo istituzionale di informazione del Governo di Vichy. Tutto cambierà nuovamente — e definitivamente — con la liberazione di Parigi, quando, dopo la fusione con agenzie della resistenza, l’agenzia, finalmente autonoma, prenderà il nome con cui la conosciamo oggi, Agence France Press (Afp) appunto.

Nelle prime ore del mattino di quel 20 agosto di settant’anni fa, otto giornalisti — tra cui Claude Martial-Bourgeon, che sarà poi il primo direttore generale dell’Afp — si ritrovarono dinnanzi al civico 13 di Place de la Bourse, sede dell’agenzia. I nazisti erano ancora presenti in molte zone della capitale, ma gli otto moschettieri sapevano che il momento era arrivato. «Sono entrato nell’agenzia dove avevo fatto anni prima il mio debutto come giovane giornalista — racconterà poi uno di loro, Gilles Martinet — e ho esclamato: “In nome della Repubblica, noi ne prendiamo possesso”». Riaccese le telescriventi, con quel dispaccio n° 1, la stampa libera riaccendeva le speranze del popolo francese.

Ai due secoli di storia dell’agenzia Xavier Baron, già giornalista dell’Afp, ha dedicato il libro Le monde en direct (Paris, La Découverte, pagine 300, euro 21), in uscita il 28 agosto.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

17 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE