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​Settanta migranti soccorsi

· Intercettati dalla capitaneria di Lampedusa ·

Migranti soccorsi  nel  Mediterraneo (Reuters)

Sono arrivati alle tre di notte a Lampedusa i 70 migranti, di origine eritrea, siriana e ghanese — tra cui due bambini e diverse donne — avvistati ieri sera a circa 18 miglia dalla costa dell’isola dalla nave Mare Jonio del progetto Mediterranea. A salvarli sono stati gli uomini della capitaneria di porto di Lampedusa, che li hanno intercettati, mentre erano su un gommone in avaria, a meno di cinque miglia dall’isola.

L’imbarcazione utilizzata dai migranti era lunga circa otto metri, aveva il fondo quasi piatto e una bassa linea di galleggiamento: un tipo di barca inadatta ad affrontare il tratto di mare dalla Libia alle coste siciliane e troppo piccola per 70 persone. Solo grazie alle buone condizioni del mare in quelle ore, non si è consumato l’ennesimo tragico naufragio. Che si è purtroppo verificato, in tutt’altro scenario, in Grecia dove undici migranti sono morti carbonizzati in seguito a un incidente stradale nei pressi di Salonicco: erano appena arrivati in modo irregolare dalla Turchia. Intanto, la presidenza austriaca del Consiglio dell’Ue punta a un accordo sulla proposta per il rafforzamento dell’agenzia europea per il controllo delle frontiere Frontex. Ne ha parlato ieri il ministro dell’interno Herbert Kickl, nella conferenza stampa al termine della riunione del consiglio dell’Ue, a Lussemburgo. Kickl ha ricordato che i 27 hanno ribadito di recente che «sulla questione delle migrazioni la solidarietà è obbligatoria». Sono stati però sollevati vari dubbi, sia sul numero delle unità da assegnare all’agenzia dell’Ue — nella proposta della Commissione Ue sono 10.000 — sia sulle risorse, sia sulla sovranità nazionale, che il mandato rafforzato potrebbe secondo alcuni limitare. Il dibattito proseguirà al vertice dei leader Ue, quando si tornerà a parlare anche di rimpatri, e della riforma del regolamento di Dublino.

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