Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Settanta giovani uccisi
in una settimana
in Venezuela

· Guaidó annuncia l’invio nel paese di una grande quantità di aiuti umanitari ·

Forze di sicurezza venezuelana schierate a Caracas (Afp)

«Maduro ha perso il controllo del paese e la popolazione sta soffrendo. Ci sono 70 giovani assassinati in una settimana dalle forze speciali di polizia, e 700 in carcere, 80 minorenni, addirittura bambini». Lo ha dichiarato ieri in un’intervista Juan Guaidó, che lo scorso 23 gennaio ha giurato come presidente ad interim del Venezuela, annunciando l’intenzione di sfidare i divieti posti dal governo di Caracas organizzando assieme a una serie di «nazioni amiche» l’invio nel paese di una grande quantità di aiuti umanitari. Si tratterà essenzialmente di medicinali che saranno messi a disposizione da paesi della regione, ha aggiunto. L’iniziativa, ha precisato, rappresenterà un «nuovo test» per i militari del Venezuela, che finora si sono schierati dalla parte di Nicolás Maduro, recentemente rieletto presidente in consultazioni delle quali la gran parte della comunità internazionale non riconosce la legittimità. Guaidó ha inoltre denunciato tentativi di intimidazione da parte del regime nei confronti della sua famiglia. Mostrandosi davanti alla porta di casa con la figlia e la moglie, Fabiana Rosales, ha raccontato che un gruppo di agenti sono entrati nell’abitazione in sua assenza con fare minaccioso. Sul fronte diplomatico Guaidó ha ricevuto il sostegno del Parlamento europeo. Gli europarlamentari hanno approvato una risoluzione in suo favore con 439 voti favorevoli, 104 contrari e 88 astensioni, tra le quali quelle di deputati italiani. Il testo esorta gli stati membri a riconoscere la legittimità di Guaidó fino a quando non saranno indette nuove elezioni presidenziali. Guaidó ha ringraziato l’Europarlamento per il sostegno, in un colloquio con il presidente dell’assemblea, Antonio Tajani, e ha chiesto di avviare una cooperazione con l’Europa per la protezione dei beni venezuelani all’estero e per l’invio di aiuti umanitari.

Da parte sua l’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha annunciato che l’Unione europea intende coordinare un gruppo di contatto internazionale per facilitare l’approdo a un nuovo voto.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE