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Sessanta milioni di profughi

· ​L’allarme lanciato dal direttore generale dell’Fmi ·

Migranti sbarcano sulla costa turca (Ap)

Il flusso di rifugiati in Europa è l’ultimo sintomo delle forti tensioni politiche ed economiche in Nord Africa e in Medio oriente: la crisi dei rifugiati cattura l’attenzione dei media nelle economie avanzate, ma non è un evento isolato. Questo il punto nodale dell’intervento del direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, sottolineando che conflitti sono in atto in varie parti del mondo e ci sono quasi sessanta milioni di persone costrette a lasciare le loro case. In un discorso tenuto ieri durante un evento al Council of the Americas, a Washington, Lagarde ha spiegato che «la crisi dei rifugiati non è un evento isolato, per quando catturi l’attenzione dei media nelle economie avanzate. I conflitti sono in corso in varie parti del mondo e ci sono quasi sessanta milioni di persone nel mondo» che sono state costrette a lasciare la loro terra. Secondo Lagarde, la crisi di rifugiati in Europa e Medio oriente «non è solo una questione umanitaria, ma anche economica e colpisce chiunque. Tutti hanno l’obbligo di aiutare». A parte le sofferenze «che spezzano il cuore e che derivano da conflitti e da migrazione forzata» ha continuato Lagarde, c’è un effetto economico: «Sono oltre duecento milioni le persone senza occupazione nel mondo; ineguaglianze in redditi e ricchezze sono in aumento e le donne continuano a essere svantaggiate sia nelle retribuzioni sia nelle opportunità nel mercato del lavoro».

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16 luglio 2019

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