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Serve uno scatto
di umanità e democrazia

· La Chiesa italiana dopo l’ennesima tragedia delle migrazioni nel Mediterraneo ·

A pochi giorni dal primo anniversario (8 luglio) della visita di Papa Francesco nell’isola di Lampedusa, lungo le coste siciliane gli immigrati continuano a morire. Dopo l’ennesima tragedia avvenuta lunedì, ancora una volta la Chiesa cattolica lancia un accorato appello per mettere la parola “fine” alle stragi del mare.

«Sono situazioni così gravi — ha dichiarato il cardinale arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana — che fanno vergognare e che dunque devono essere superate per il bene e per il rispetto di tutti». Il porporato ha espresso un auspicio «forte, deciso, chiaro, incontestabile e inequivocabile per il superamento» di un’emergenza che riguarda soprattutto l’Italia.

Un richiamo all’Europa perché dia risposte «in tempi rapidissimi» arriva da padre Giovanni La Manna, direttore del Centro Astalli. Di fronte all’ennesima tragedia nel canale di Sicilia il gesuita si appella all’Europa, affinché dimostri che non ha rinunciato «ai valori che sono alla base della sua Costituzione. Il Consiglio d’Europa della settimana scorsa — ha sottolineato padre La Manna — è stata l’ennesima occasione sprecata. L’operazione “Mare Nostrum” è uno sforzo doveroso, ma rappresenta solo un primo passo. La vera sfida è trovare alternative protette e legali per mettere in salvo le vittime innocenti di guerre e persecuzioni. Se in tempi rapidissimi l’Unione europea non troverà una risposta efficace a questa emergenza umanitaria, dimostrerà di essersi ridotta a un’assemblea di Stati preoccupati di guardare solo ai singoli immediati interessi nazionali». Nei suoi tweet il direttore del Centro Astalli ha ripetuto incessantemente le parole «Basta morti!».

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19 marzo 2019

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