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Serve un’impresa spirituale

· Messaggio pasquale del patriarca di Mosca ·

È il sacrificio di sé, alla base dell’impresa spirituale, l’espressione più alta dell’amore: lo ha sottolineato il patriarca di Mosca, Cirillo, nel messaggio per la Pasqua, celebrata domenica 12 dalle Chiese ortodosse che seguono il calendario giuliano. «Come possiamo noi imitare il Salvatore? Quale può essere la nostra impresa spirituale, che corrisponda alle realtà della vita moderna?», si è chiesto Cirillo. 

«Oggi, quando si parla di “impresa spirituale” molti si rappresentano la figura di qualche guerriero leggendario, di un condottiero o eroe del passato. Ma il senso dell’impresa spirituale non sta nell’ottenere la fama o il riconoscimento pubblico del proprio operato», ha spiegato. Attraverso l’impresa spirituale, «sempre legata agli sforzi interiori e alla vittoria su di sé, possiamo conoscere che cosa sia il vero e perfetto amore».

Quella a cui è chiamato ogni fedele è «una carità attiva, segnata dal servizio disinteressato a ogni prossimo, ma prima di tutto a quanti necessitano del nostro sostegno: sofferenti, malati, soli, disperati. Se questa legge di vita, che in modo così chiaro ci mostra l’esistenza terrena del Salvatore, diventerà patrimonio di molti, l’umanità sarà autenticamente felice. Servendo gli altri — scrive il primate ortodosso russo — si riceve molto di più di quanto si dà: il Signore stesso entra allora nei nostri cuori e nella comunione con la Grazia di Dio cambia tutta la vita dell’uomo. E, come senza sforzo non c’è santità, e senza Calvario non c’è Resurrezione, così anche senza un’impresa spirituale non ci può essere un’autentica trasformazione spirituale e morale della persona». E quando l’impresa spirituale «diventa contenuto di vita non solo dei singoli ma di un intero popolo», esso «acquista un’enorme forza spirituale».

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21 marzo 2019

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