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Serve una soluzione
internazionale

· ​Appello del Wcc per i rifugiati ·

Occorre trovare al più presto una soluzione umanitaria internazionale alla crisi dei rifugiati mediorientali che da settimane interessa l’Europa. È l’appello lanciato dal reverendo Olav Fykse Tveit, che nei giorni scorsi ha guidato la visita di una delegazione del World Council of Churces (Wcc) a Budapest per incontrare rappresentanti delle istituzioni ecclesiali e civili. 

Al centro dei colloqui, ovviamente, soprattutto il tema caldo dell’accoglienza dei rifugiati mediorientali, in particolare siriani, che seguendo la rotta balcanica cercano riparo nel continente europeo, diretti in gran parte in Germania e nei Paesi scandinavi. 

L’Ungheria, come è noto, è uno dei Paesi dell’est europeo che ha rifiutato le quote obbligatorie della ripartizione dei migranti decisa dall’Ue. Tuttavia, anche l’innalzamento di barriere e di filo spinato per centinaia di chilometri lungo i confini non ha impedito l’ingresso nel Paese magiaro di un grande flusso di migranti: solo martedì della scorsa settimana, per esempio, ne sono entrati oltre 6.500, mentre, sempre secondo dati diffusi dalle istituzioni ungheresi, dall’inizio dell’anno gli arrivi sono stati più di 280.000.
Una situazione di grande emergenza, dunque, di fronte alla quale il segretario generale del Wcc, Fykse Tveit, ha chiesto con risolutezza il coinvolgimento delle istituzioni sovranazionali. «Chiediamo una soluzione internazionale ora», ha esclamato il leader dell’organizzazione ecumenica, il quale incontrando i rappresentanti delle istituzioni civili ha ribadito l’importanza «di assumersi la responsabilità di esseri umani che hanno disperato bisogno» e di evitare ogni sorta di «discriminazione». Certamente, ha osservato, «con più di duemila rifugiati che arrivano ogni giorno è davvero difficile e non è facile trovare le giuste soluzioni. Ma è fondamentale trattare sempre gli esseri umani con dignità e con grande rispetto dei diritti. Devono essere rispettate le leggi internazionali. Non ci sono alternative».

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16 settembre 2019

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