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Serve una rivoluzione
dal basso

· L’alfabeto verde di Papa Francesco ·

Di seguito pubblichiamo la nota introduttiva scritta dal Pontefice al volume di Franca Giansoldati «L’alfabeto verde di Papa Francesco. Salvare la Terra e vivere felici».

Gentile Franca,

La ringrazio della sua ultima pubblicazione che segnala l’esigenza di una rivoluzione verde dal cuore grande.

In questi anni ho parlato tante volte dell’emergenza ambientale e di come sia necessario, da parte di tutti, in primis dei cristiani, cambiare i propri stili di vita. Non si può più prescindere da una maggiore consapevolezza, a ogni livello in grado, degli effetti quotidiani che tante scelte — persino le più piccole — finiscono per avere sull’equilibrio del Creato.

Le conseguenze di alcune decisioni economiche in una certa regione del mondo finiscono sempre per avere ripercussioni sulla parte opposta del pianeta. E viceversa. Non possiamo non vederlo. Il fatto è che siamo collegati l’un l’altro, siamo parte di una realtà più ampia, dove il particolare è congiunto all’universale, e la stessa natura è stata concepita e donata da Dio all’uomo come qualcosa da tutelare in un sistema interconnesso.

In tutto il pianeta sono sempre più frequenti fenomeni climatici estremi e devastanti. Difficile non accorgersi che l’incremento delle temperature dei mari, lo scioglimento dei ghiacci, l’accumulo di vapore acqueo nell’atmosfera, gli uragani o le alluvioni causano a loro volta altre tragedie collaterali, spingendo intere popolazioni — milioni e milioni di persone — a cercare una via di fuga alternativa per vivere. Come si fa a negare che un elemento non sia collegato all’altro? A questo quadro si aggiunge una considerazione importante che riguarda il futuro delle nuove generazioni, le quali ormai hanno compreso che erediteranno un mondo piuttosto rovinato.

È giusto che siano loro a dover pagare il costo dell’irresponsabilità della generazione di chi li ha preceduti? È giusto che debbano farsi carico dei danni provocati da un sistema nel quale la transizione energetica e la tutela della Casa Comune non sembrano essere prioritari, e cedono il passo agli interessi di una pratica economica e finanziaria piuttosto fiacca e ostile all’idea di riformare se stessa?

Non servirebbe allora — da parte di tutti — un costante impegno a lavorare con uno spirito nuovo, al fine di promuovere passi concreti per rimettere in sesto il pianeta? Abbiamo enormi responsabilità e di questo sfacelo Dio un giorno ci chiederà conto.

La famiglia umana nella sua interezza è in pericolo e non è più tempo di aspettare o rimandare. La crisi ecologica, specialmente il cambiamento climatico, non è un’esagerazione o la fantasia di qualcuno che si diverte a destabilizzare. Le analisi scientifiche sono state ignorate per troppo tempo, giudicate con un certo disprezzo e persino talvolta con ironia.

Siamo ancora in tempo per invertire la corsa verso il baratro. Nella enciclica Laudato si’ sono illustrate le coordinate per incamminarci tutti, tutti, mano nella mano, in una direzione di salvezza. Ma serve una rivoluzione dal basso, che parta dalle scelte quotidiane, dal momento in cui si va a fare la spesa al momento in cui si investono i propri risparmi, per esempio orientandoli verso banche etiche, rispettose degli equilibri solidali. È tempo che i cristiani inizino davvero a fare rete, a pensare in modo collettivo, sapendo che qualsiasi scelta, anche la più piccola, fa la differenza e che assieme, uniti, si possono cambiare le cose e invertire la rotta che porta alla distruzione della Casa Comune.

Grazie per avere sintetizzato con questo piccolo decalogo i punti essenziali della Laudato si’, un decalogo da adottare per un cammino collettivo, consapevole e illuminato. Per un mondo migliore. Con il Vangelo in mano e nel cuore.

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18 novembre 2019

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