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​Serve
un aiuto concreto

· ​Le comunità protestanti per i profughi di Idomeni ·

I presidenti della Evangelical Church in Renania, Manfred Rekowski, e della Evangelical Church a Hesse e Nassau, Volker Jung, e il moderatore della Reformed Alliance in Germania, Martin Engels, hanno espresso profonda preoccupazione per la situazione dei rifugiati al confine tra la Grecia e l’ex repubblica jugoslava di Macedonia, definendo la situazione “intollerabile”, che necessita un ulteriore sforzo europeo.

Durante un incontro svoltosi nei giorni scorsi, i leader religiosi hanno rinnovato il loro appello affinché si ponga fine alle sofferenze di migliaia di profughi a Idomeni, al confine con la Grecia, dove più di quattordicimila migranti e rifugiati vivono in condizioni molto difficili. «Tali realtà — si legge in una dichiarazione congiunta di Rekowski, Jung e Engels — non dovrebbero esistere in Europa». Anche la richiesta di asilo diventa una “lotteria”, dove ci sono pochissime possibilità di successo.
I tre leader, insieme con i rappresentanti della Greek Evangelical Church, hanno visitato il campo profughi di Idomeni: «La gente è costretta a vivere in condizioni davvero drammatiche. Il quaranta per cento è composto da bambini, molti dei quali di età inferiore ai 14 anni. Idomeni — hanno sottolineato i responsabili religiosi — non deve rimanere così. Le persone in cerca di protezione dovrebbero avere un rapido accesso ai programmi di ricollocamento. In questo modo, sarebbe più facile per i richiedenti asilo entrare nei centri di accoglienza in altri Paesi europei».

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