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Sequestrata la nave di una ong tedesca

· La magistratura italiana ipotizza il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ·

La nave di una ong è coinvolta in un’indagine per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La Procura di Trapani — che da mesi indaga sui salvataggi effettuati nelle acque del Canale di Sicilia da navi delle organizzazioni umanitarie — ha chiesto e ottenuto, ieri, dal giudice per le indagini preliminari il sequestro della Iuventa, una delle imbarcazioni usate dalla ong tedesca Jugend Rettet. Il reato ipotizzato risulta al momento essere «a carico di ignoti» e la responsabilità degli illeciti sarebbe «individuale».

La nave posta sotto sequestro (Ansa)

La misura del sequestro è scattata ieri pomeriggio. Questa mattina, dopo alcune illazioni di stampa, è stato chiarito che l’indagine resterà alla procura stessa di Trapani, smentendo l’ipotesi di trasferimento del procedimento alla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Palermo, competente per legge a indagare sui traffici di migranti. Stando alle prove raccolte, non vi sarebbero legami tra i trafficanti e la ong come tale, bensì tra i trafficanti e individui che si trovavano sulla Iuventa. Il sequestro della nave — hanno precisato gli inquirenti — non è legato al fatto che la Jugend Rettet non ha siglato il codice di condotta per i soccorsi in mare proposto dal governo italiano. L'inchiesta è autonoma: la nave sarebbe stata fermata anche se la ong avesse firmato il codice. La Iuventa, un peschereccio battente bandiera olandese di 33 metri, è stato fermato in mare e condotto a Lampedusa. Al momento si è parlato di un normale controllo. Dopo qualche ora si è saputo che il peschereccio era sotto sequestro su ordine della magistratura, ricorsa al provvedimento per scongiurare la reiterazione del reato.

A chiarire il contenuto dell’indagine — avviata a marzo di quest’anno a partire dalle dichiarazioni di due operatori della Vos Hestia, imbarcazione di un’altra organizzazione non governativa, Save The Children — è stato il procuratore facente funzioni Ambrogio Cartosio. Gli inquirenti, su input di due ex operatori di Save The Children, avrebbero accertato almeno tre casi in cui alcuni componenti dell’equipaggio della nave Iuventa, non ancora identificati, avrebbero avuto contatti con trafficanti di migranti libici e sarebbero intervenuti in operazioni di soccorso senza che i profughi fossero in reale situazione di pericolo. I migranti sarebbero stati trasbordati sulla nave della ong scortati dai trafficanti ai quali sarebbe anche stato restituito il gommone. Sembrerebbe evidente, dunque, il «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina», che viene escluso solo quando il soccorso avviene in situazioni di imminente rischio. Nell’inchiesta è stato usato anche un agente sotto copertura, che sembra abbia lavorato sulla nave Vos Hestia.

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