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Separazione
tra stato e religione

· Lettera dei vescovi giapponesi al primo ministro ·

In previsione dell’abdicazione di Akihito, il 30 aprile 2019, i vescovi giapponesi hanno scritto al primo ministro, Shinzo Abe, chiedendo una rigorosa osservanza della separazione costituzionale fra le cerimonie pubbliche statali e quelle religiose della famiglia imperiale. È la prima volta in duecento anni di storia che un imperatore in Giappone decide di abdicare nell’esercizio delle sue funzioni. Per consentirgli di lasciare, il parlamento giapponese ha dovuto approvare una legge ad hoc. Dopo l’abdicazione del monarca ottantacinquenne, il figlio primogenito Naruhito e principe della corona salirà al trono il giorno successivo: il 1° maggio.

Al termine dell’assemblea plenaria svoltasi nei giorni scorsi nella capitale, i presuli nipponici hanno approvato e pubblicato un documento dal titolo: «Richiesta di separazione tra stato e religione nel momento dall’abdicazione e dell’ascesa al trono degli imperatori», nel quale viene sottolineato che «nelle cerimonie per l’abdicazione e l’ascesa al trono — scrivono i vescovi — auspichiamo che il governo osservi rigorosamente il principio di separazione tra stato e religione prescritto dalla costituzione del Giappone e chiarisca in maniera univoca la distinzione tra atti nazionali ed eventi rituali privati della famiglia imperiale».

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