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Senza un soldo

· Atene allo stremo riprende le trattative con l’Europa ·

La Grecia «sta lottando per sopravvivere e ha bisogno di ogni singolo euro in circolazione». Queste le parole pronunciate ieri da Alekos Flambouraris, ministro greco per il Coordinamento di governo, alla radio pubblica ellenica, rivolgendo un appello a tutti i suoi connazionali perché riportino in patria i soldi depositati all’estero, aiutando così le casse dello Stato.

La sede della Banca centrale greca ad Atene (Ap)

Secondo le stime più recenti pubblicate dalla stampa nazionale, i greci hanno portato all’estero oltre ventidue miliardi negli ultimi tre mesi e i depositi bancari nel Paese sono, di conseguenza, scesi a circa 150 miliardi: un nuovo minimo da oltre dieci anni. Un altro campanello di allarme per il Governo Tsipras che punta a rilanciare il Paese, facendolo uscire dalla palude della crisi.

Le trattative proseguono: oggi i rappresentanti del Governo Tsipras incontreranno di nuovo i membri della Troika, la squadra di commissari di Bce, Fmi ed Ue che monitora lo svolgimento delle riforme per il risanamento dell’economia. A guidare il negoziato è il presidente della Bce, Mario Draghi. Ma per Atene potrebbe essere già troppo tardi: tra le scadenze dei prestiti da ripagare a marzo e il crollo delle entrare statali, le casse del Governo sono quasi vuote e il Paese si spinge sempre più vicino al rischio insolvenza.

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15 ottobre 2019

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