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Senza rete

· ​Il dramma dei minori stranieri non accompagnati ·

Il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati (Msna) rappresenta un modello di traiettoria migratoria molto particolare e in costante aumento sull’intero territorio europeo. Si tratta di minori che giungono in Europa, e in Italia, per ragioni diverse: fuggono da conflitti, povertà, catastrofi naturali, discriminazioni o persecuzioni. Molto spesso sono le stesse famiglie a spingerli a migrare, nella speranza di una vita migliore oppure nel tentativo di inviarli presso familiari che già si trovano in qualche Stato dell’Unione europea. Questi minori compaiono sulla scena italiana già a partire dalla fine degli anni Ottanta, ma la loro rapida crescita in termini quantitativi caratterizza l’ultimo scorcio degli anni Novanta, in concomitanza con l’aumento dei flussi migratori provenienti dai Paesi dell’est europeo, e soprattutto questo ultimo quinquennio, a seguito delle cosiddette primavere arabe e dei vari conflitti esplosi in Medio oriente.

La caratteristica che contraddistingue questi minori — e che li connota con specifici bisogni e aspettative — è il fatto di sperimentare l’esperienza migratoria senza famiglia o adulti di riferimento. Proprio perché giunti sul territorio europeo senza una rete parentale di assistenza e di cura, i Msna risultano più vulnerabili e maggiormente esposti al rischio di sfruttamento e marginalità sociale. Per questa ragione, a tale tipologia di minori è stata dedicata una particolare attenzione nella disciplina dell’Unione europea e in quella italiana.

Tra le diverse priorità che emergono oggi, due meritano di essere evidenziate. La prima riguarda la definizione di un programma nazionale, condiviso a livello europeo, per l’integrazione di questi minori, una volta che essi compiono il diciottesimo anno d’età. Attualmente, infatti, ogni Paese agisce secondo un proprio orientamento, molto spesso in condizioni di emergenza, e senza alcun coordinamento a livello sovranazionale.

Tale priorità risulta di particolare rilevanza in quanto circa i due terzi del totale delle presenze nell’Ue di Msna si concentra nella fascia d’età tra 16-17 anni. Con il compimento dei 18 anni, si modifica radicalmente lo status dei Msna, e, a seconda della normativa vigente in quel Paese, ciò può avere conseguenze sul suo accesso a percorsi formativi o al mondo del lavoro. Solo nel caso di Msna richiedenti asilo, essi possono rimanere legalmente nel Paese d’accoglienza: sino al termine del processo di valutazione della richiesta, oppure per un tempo illimitato, se hanno già ricevuto il riconoscimento alla protezione internazionale, ricevendo una carta di soggiorno, che gli garantisce tutti i diritti fondamentali. Nel caso dei Msna non richiedenti asilo, invece, al compimento del diciottesimo anno d’età, lo scenario muta drasticamente. In alcuni Paesi, come Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Belgio, Norvegia, Polonia, essi divengono immigrati illegali e possono essere fatti ritornare coattivamente nel Paese d’origine; se però hanno una valida ragione per rimanere nel Paese ospitante, come, per esempio, la frequenza a un corso di formazione o una regolare attività lavorativa, allora possono ottenere un permesso di soggiorno a tempo limitato, di modo da poter regolarizzare la loro posizione da maggiorenni.

di Giovanni Giulio Valtolina

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20 agosto 2019

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