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Senza pace l’est congolese

· Duecentocinquanta morti e novantamila nuovi sfollati per le violenze nel Nord Kivu ·

Oltre duecento cinquanta morti e quasi altri novantamila sfollati sono le drammatiche conseguenze dei massacri che stanno insanguinando la regione del Nord Kivu e in generale l’est della Repubblica Democratica del Congo, da decenni teatro di una delle maggiori e irrisolte crisi internazionali. 

Miliziani di uno dei gruppi armati dell’est congolese (Afp)

In un comunicato dell’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) si esprime estrema preoccupazione «per le uccisioni e le altre gravi violazioni dei diritti umani ai danni dei civili a Beni, nella regione del Nord Kivu». L’Unhcr ricorda che la zona è colpita ogni settimana da violenze, abusi e attacchi con machete sferrati da parte di gruppi armati che hanno provocato finora 256 vittime, tra le quali diversi bambini. Le popolazioni dell’area hanno bisogno di aiuti umanitari immediati. «Se non si interviene subito, questa situazione provocherà livelli crescenti di malnutrizione che potrebbe diventare vera e propria carestia», ha detto il portavoce dell’Unhcr. Le persone sono costrette a vivere nelle scuole e nelle chiese. Inoltre, sono stati distribuiti volantini che minacciano nuovi attacchi e che stanno terrorizzando la popolazione, innescando così altre fughe verso città più grandi.

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19 novembre 2019

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