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Senza le donne non è possibile

· Si è chiusa la plenaria del Pontificio consiglio della cultura ·

«Poco lontano da qui Caterina da Siena prese la parola durante un sinodo: se lo ha fatto una donna sola nel Trecento, non si vede perché pensare di far parlare oggi le donne in un consesso ecclesiastico rilevante dovrebbe essere percepito come un gesto eretico». Così, il 7 febbraio, Lucetta Scaraffia ha chiuso i lavori dell’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio della cultura, dedicata a «Le culture femminili tra uguaglianza e differenza». Nella sua relazione, Scaraffia ha innanzitutto compiuto un excursus storico che spiega perché l’emancipazione femminile sia avvenuta solo in quei Paesi che, sebbene ormai secolarizzati, hanno però alla loro origine una matrice cristiana.

Oggi, del resto, al di fuori dell’occidente, la sola presenza che aiuta concretamente le donne umiliate, maltrattate, martoriate e schiavizzate in Africa e Asia è la Chiesa cattolica, attraverso le tante religiose e missionarie che vivono e lottano quotidianamente con le donne e per le donne. Perché, si è chiesta Scaraffia, la Chiesa ignora questa meravigliosa testimonianza femminile della capacità del cristianesimo di accogliere e amare?

Restituire alla donna il ruolo che le compete nella Chiesa è anche una questione teologica. «Per aprire la porta alla presenza femminile – ha detto Scaraffia - non basta nominare donne in posti autorevoli, è necessario un ripensamento complessivo del ruolo della donna nella storia della Chiesa, cioè un lavoro di approfondimento teologico serio, che permetta di rifondare la Chiesa sulle sue due anime, quella femminile e quella maschile, conducendole a una unità non più fondata sulla supremazia maschile». E non dimentichiamo, ha proseguito Scaraffia, che quando nel libro della Genesi Dio crea l’uomo e la donna, li crea entrambi a sua immagine: «Questo non significa solo che maschio e femmina vengono creati con la stessa identica dignità, significa anche che in entrambi c’è l’immagine di Dio e che quindi Dio ha elementi dell’uno e dell’altra».

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13 dicembre 2019

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