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Senza guardare
l’orologio

· ​La comunicazione perduta ·

«Comunicare è uscire da se stessi e immedesimarsi nella vita interiore di un altro da noi». Sono parole di Eugenio Borgna, tratte dal suo ultimo libro, Parlarsi. 

René Magritte, «Le double secret» (1927)

La comunicazione perduta (Torino, Einaudi, 2015, pagine 100, euro 11). Il noto psichiatra, esponente di una psichiatria volta a rifondarsi come scienza umana, propone in questo, come in altri suoi saggi sulla patologia psichica, un approccio che si basa essenzialmente sulla ricerca interiore. Lo scrive Antonella Lumini aggiungendo che comunicare richiede di entrare in relazione con se stessi per imparare a conoscere i più reconditi misteri dell’anima umana. Richiede di mettersi in gioco per scandagliare la propria realtà profonda. Cosa che Borgna ha praticato fin da quando, a partire dagli anni Sessanta, decise di rinunciare alla carriera universitaria per dirigere il reparto psichiatrico femminile dell’Ospedale di Novara e dedicarsi completamente a «esseri umani a cui era stata tolta la dignità di vivere».

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