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Senza futuro

· ​Allarme dell’Unhcr per i piccoli migranti che non possono andare a scuola ·

Classe scolastica colpita dalle bombe ad Aleppo (Afp)

Nel mondo ci sono circa 3,7 milioni di bambini rifugiati o sfollati che non hanno la possibilità di andare a scuola. Oltre un milione e mezzo di piccoli non frequentano la scuola primaria. L’allarme dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) è chiaro: senza istruzione non c’è futuro. Dal 2011 il numero di persone rifugiate in età scolare sta aumentando costantemente. Il 2014 ha inaugurato un trend di crescita di oltre il 30 per cento annuo. Si tratta di bambini costretti a lasciare la loro casa, il loro paese, e spesso i loro cari, in fuga verso un luogo più sicuro. Secondo il rappresentante dell’Unhcr in Sud Europa, Stéphane Jacquet, la tendenza all’aumento costante dei rifugiati in età scolare «si può invertire, ma solo se la comunità internazionale si impegna a garantire opportunità di istruzione a questi bambini». La scuola è «importante nelle crisi, nelle guerre, laddove c’è violenza diffusa, in quei paesi che sono instabili e che producono sfollati e rifugiati tanto quanto l’acqua, il cibo, le tende». Un bambino che non va a scuola, spesso per anni, «mette a rischio il suo futuro di individuo, ma anche quello della comunità». Solo avendo un’istruzione, se nel suo paese tornerà la pace, potrà rientrare e avere le capacità di ricostruirlo. E se, invece, rimarrà nel paese che lo ha accolto, solo dopo un percorso di formazione potrà essere davvero incluso nella nuova società e diventarne veramente un soggetto attivo. La scuola è un luogo protetto, che mette al riparo i bambini dalla violenza e dal rischio di subire abusi, o da matrimoni e gravidanze precoci; salva la vita dei bambini, offre loro le risorse per crearsi un futuro migliore e contribuisce a costruire un mondo senza conflitti. 

Per accendere i riflettori sull’importanza cruciale dell’istruzione per la sopravvivenza e il futuro di questi bambini, l’Unhcr ha lanciato una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi con l’obiettivo di assicurare, entro il 2018, un’istruzione primaria di qualità ad almeno un milione di piccoli rifugiati in 12 paesi, tra cui Siria e Kenya. 

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18 agosto 2019

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