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Senza futuro

· I bambini costretti dai terroristi nigeriani di Boko Haram a compiere attentati suicidi ·

Non conoscono sosta gli orrori perpetrati dai terroristi del gruppo estremista nigeriano di Boko Haram, noti anche per essersi affiliati al cosiddetto Stato islamico (Is). Secondo un nuovo rapporto dell’Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, un attacco suicida su quattro è stato condotto utilizzando un bambino. 

Un numero che è aumentato di ben dieci volte in un anno, con il 75 per cento rappresentato da bambine. In particolare, dal 2014 i terroristi hanno costretto 86 minori a farsi esplodere, 38 dei quali solo nella regione del bacino del lago Ciad. Anni di inaudite violenze da parte di Boko Haram, in diversi Paesi africani, hanno portato a un drastico peggioramento della già grave crisi umanitaria, che ha causato un milione e mezzo circa di bambini sfollati e ne ha lasciato almeno un milione tuttora intrappolati in zone molto difficili da raggiungere. E si teme che possano essere molti di più. Il rapporto rileva poi che oltre ai 2,6 milioni di persone attualmente sfollate, si stima siano intrappolati nelle zone sotto il controllo di Boko Haram ulteriori 2,2 milioni di civili — di cui più della metà bambini — che hanno bisogno di assistenza umanitaria. Fonti sanitarie confermano che quest’anno sono circa 475.000 i bambini che in tutta l’area del lago Ciad soffrono di malnutrizione acuta grave, rispetto ai 175.000 dello scorso anno. Solo nel nordest della Nigeria, prosegue il drammatico documento del fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, ben 20.000 bambini siano stati separati dalle loro famiglie. «La crisi della regione del lago Ciad è una crisi di bambini che dovrebbe avere una grande importanza nell’agenda globale delle migrazioni», ha dichiarato Manuel Fontaine, direttore regionale Unicef per l’Africa occidentale e centrale. «I bisogni umanitari superano la risposta — ha aggiunto — soprattutto ora che le nuove aree precedentemente irraggiungibili della Nigeria nordorientale sono accessibili».

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26 agosto 2019

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