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Quattromila bambini
ancora intrappolati ad Aleppo

· Si trovano nei quartieri più pericolosi e secondo l’Unicef rischiano di morire ·

Non conosce fine la tragedia di Aleppo. Molte fonti affermano che l’evacuazione dei civili dai quartieri orientali è ormai finita. E tuttavia, secondo l’Unicef, ancora quattromila bambini sono intrappolati nelle zone più pericolose e rischiano di morire. «In quel che resta della città, ci sono ancora molti orfani e senza famiglia: hanno bisogno di aiuto immediato o rischiano la morte» affermano rappresentanti dell’agenzia dell’Onu.

La città vecchia di Aleppo  (Reuter)

«Notizie non confermate riportano anche di bambini e di civili morti sui bus a causa del sovraffollamento: un fatto orribile. Occorre vigilare perché certi fatti, se confermati, non si verifichino più». Bisogna fare in fretta, dicono gli operatori, non solo perché in città manca tutto — dall’acqua potabile all’energia elettrica — ma anche perché i più piccoli hanno vissuto esperienze devastanti e hanno bisogno di aiuto. «Bisogna sbrigarsi — dicono i rappresentanti dell’Unicef — perché ad Aleppo est sono finiti medicine, acqua e riscaldamento, case e ospedali sono ridotti in macerie. È una corsa contro il tempo. Molti dei bambini evacuati non sono vaccinati. Prima dell’assedio la copertura vaccinale era appena del trenta per cento; copertura che ora è crollata ulteriormente». Anche se l’assedio di Aleppo sembra essersi concluso, in Siria si continua a combattere. Almeno quattordici soldati turchi sono rimasti uccisi e altri diciotto feriti, tra cui sei gravemente, in tre distinti attacchi suicidi compiuti con veicoli carichi di esplosivo al confine nord con la Siria. L’azione è stata rivendicata dal cosiddetto stato islamico (Is). Il totale dei soldati turchi uccisi dall’inizio dell’operazione in Siria, a fine agosto, sale così a 35. Sul piano diplomatico, il rappresentante della Russia all’Onu, Vitali Churkin, ha dichiarato ieri che Mosca esorta l’Arabia Saudita e altri paesi ad aderire alle intese tra Russia, Iran e Turchia.

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18 agosto 2019

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