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Senza distinzioni
religiose o etniche

· Il cardinale Parolin in Ucraina per portare l’aiuto del Papa ·

Il segretario di Stato è in Ucraina per portare «l’affetto, la vicinanza, la solidarietà del Papa e dell’intera Chiesa cattolica» a tutte le vittime di una «guerra subdola, spesso nascosta, apparentemente poco visibile e proprio per questo ingiustamente dimenticata anche dai mass-media mondiali». Giunto a Kiev nella serata di mercoledì 15 giugno, il cardinale Parolin ha scelto come prima tappa della sua visita ufficiale la città di Zaporizhia, a oltre 500 chilometri della capitale, territorio che raccoglie una grande quantità di rifugiati e che sarà il centro operativo della distribuzione dei fondi raccolti in tutto il mondo in risposta all’appello lanciato da Papa Francesco lo scorso 3 aprile.

Parlando alla commissione dei responsabili religiosi della città, nel primo pomeriggio, il porporato ha ricordato come nella zona ancora non cessino di verificarsi «scontri armati che gettano nella disperazione intere popolazioni» e come «persino là dove appare esservi una calma apparente, il terreno, cosparso di mine, è una continua minaccia per la vita di tanti, soprattutto bambini». Questa situazione di «pericolo permanente» è anche «il segno di una contrapposizione di civiltà, di storie e di popoli» che va «ben oltre i confini dell’Ucraina» e che, nello scenario della “guerra a pezzi” denunciata da Papa Francesco, «potrebbe avere conseguenze nell’equilibrio che già continuamente viene violato in molte parti del mondo». In tal senso il cardinale Parolin, rivolgendosi a tutti gli ucraini, ha sottolineato: «La sofferenza che state vivendo, anche se riguarda direttamente la vostra terra, interpella le coscienze dei singoli e dell’intera comunità internazionale». Soprattutto, ha aggiunto, è l’Europa «a doversi sentire responsabile del destino di quest’area geopolitica» e a farlo «con generosità e lungimiranza, senza guardare solo a interessi economici o strategici».

Intanto, al popolo ucraino giunge «l’aiuto concreto dei cattolici» che, ha spiegato il segretario di Stato, sotto «la responsabilità e la vigilanza» della Santa Sede sarà distribuito tramite un comitato presieduto dal vescovo ausiliare di Kharkiv-Zaporizhia, Jan Sobilo. I membri del comitato erano stati presentati al cardinale Parolin in mattinata, dopo un toccante incontro con un gruppo di profughi nella chiesa di Dio Padre misericordioso. Nel corso della giornata, il porporato ha avuto anche, presso l’episcopio latino, un colloquio con il governatotore di Zaporizhia e ha partecipato con la comunità locale e il clero della diocesi alla preghiera della coroncina della divina misericordia.

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