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Senza cure
e senza diritti

· Tre diocesi colombiane denunciano le carenze del sistema sanitario ·

Le tre diocesi colombiane di Quibdó, Istmina-Tadó e Apartadó e sessantotto organizzazioni sociali del dipartimento di Chocó hanno inviato nei giorni scorsi una lettera al presidente della Repubblica, Juan Manuel Santos, per lamentare la carenza di medici specialisti e di medicina generale impiegati nel servizio pubblico.

Nella missiva, in particolare, il vescovo di Quibdó, monsignor Juan Carlos Barreto Barreto, ha domandato come mai una provincia con cinquecentomila abitanti non abbia un ospedale di terzo livello mentre l’unico nosocomio esistente, di secondo livello, versa in cattive condizioni. «Per ottenere cure specialistiche — ha ricordato il presule — si deve andare in altre province nel Paese». L’ospedale di Quibdó non è in grado di garantire cure adeguate alla popolazione. «Non abbiamo servizi specialistici», ha sottolineato ancora il vescovo. Secondo monsignor Barreto Barreto, la mancanza di acqua e di fognature nel Chocó rende ancora più vulnerabili gli abitanti della zona, che si ammalano sempre più spesso e più gravemente mentre si registrano alti tassi di mortalità infantile.

La lettera al presidente Juan Manuel Santos è stata recapitata quindici giorni fa, ma i firmatari ci tengono a sottolineare che al momento non è stato dato alcun riscontro. Nel documento, di due pagine, si chiede anche l’intervento della Soprintendenza della salute.

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13 dicembre 2019

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