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Sentinelle di libertà

· Seminario mondiale dei cappellani dell’aviazione civile ·

Oggi gli aeroporti sono vere e proprie “frontiere”, dove c’è sempre il rischio di disagi umani. Per questo c’è bisogno di “sentinelle” a cui spetti il compito di vegliare, perché «la libertà e la giustizia sociale siano una realtà quotidiana». 

Messa celebrata nella cappella dell’aeroporto di Chicago

È il compito dei cappellani dell’aviazione civile e dei membri delle cappellanie aeroportuali, ai quali si è rivolto il cardinale Antonio Maria Vegliò aprendo i lavori del sedicesimo seminario mondiale, che si svolge a Roma da martedì 10 a sabato 13 giugno.

«Nell’aeroporto — ha detto il presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti — arrivano persone da Paesi con situazioni politiche e religiose molto travagliate: pensiamo ai cristiani in Medio oriente e in Africa perseguitati e trucidati, ai migranti e rifugiati che provengono da zone di povertà e di guerra». Da qui l’invito alla solidarietà e alla preghiera da parte di «coloro che non sono toccati da simili tragedie» ma che hanno degli obblighi nei confronti di chi è in situazione di disagio. Il primo dovere, ha affermato il porporato, è la preghiera, che è «la forza dei credenti», perché «dispone il cuore all’accoglienza». Per questo negli aeroporti è «opportuno organizzare spesso dei momenti di preghiera interreligiosa o ecumenica, coinvolgendo anche la comunità aeroportuale».

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07 dicembre 2019

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