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· Intervento del premier indiano Modi al Congresso degli Stati Uniti ·

I rapporti tra Stati Uniti e India hanno ormai superato «le esitazioni della storia» e ora possono guardare al futuro con fiducia. 

Modi saluta i deputati statunitensi  riuniti per il suo discorso  al Congresso (Afp)

Questo il punto nodale dell’intervento, ieri sera, del premier indiano, Narendra Modi, al Congresso statunitense, nell’ultimo giorno della sua visita a Washington. Il primo ministro ha citato Martin Luther King Jr. e il Mahatma Gandhi, ribadendo che, senza alcun dubbio, il nuovo corso delle relazioni tra Stati Uniti e India «andrà a vantaggio di tutti». Modi ha poi spiegato che il collegamento tra i due Paesi è «un ponte unico e dinamico per tre milioni di indo-americani». Oggi «gli indiani sono tra i vostri migliori amministratori delegati, accademici, astronauti, scienziati, economisti e medici. Sono la vostra forza, ma sono anche l’orgoglio dell’India, e simboleggiano il meglio delle nostre società». Gli Stati Uniti sono per l’India «un partner indispensabile» ha aggiunto Modi. «Molti di voi pensano anche che un’India più forte e prospera sia negli interessi statunitensi. Lavoriamo insieme per tradurre ideali condivisi in cooperazione pratica», ha aggiunto il leader, accolto da un applauso di tre minuti di deputati e senatori che, insieme alle sue parole hanno sancito il riavvicinamento dei due Paesi in nome del comune impegno «nella democrazia e nella libertà». E di un interscambio — informano gli analisti — aumentato dai 60 miliardi di dollari del 2009 ai 107 dello scorso anno.

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21 ottobre 2019

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