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Sempre più precario
l’equilibrio in Sudan

· L’Onu trasferisce alcuni membri dello staff da Khartoum ·

L’Onu ha dichiarato di aver temporaneamente rimosso alcuni dei suoi rappresentanti civili in Sudan per motivi di sicurezza. Le condizioni nel paese sembrano in effetti aggravarsi di ora in ora: ieri è giunta notizia del ritrovamento di 46 cadaveri nelle rive del Nilo, a Khartoum. Farhan Haq, secondo portavoce del segretario generale Onu, non ha fornito specificazioni in merito al numero dei membri dell’organismo trasferiti e sulla durata del provvedimento. Tuttavia ha specificato che «ci sarà ancora del personale a disposizione per svolgere funzioni critiche» e che nessun ufficiale ha lasciato il Sudan. Intanto risultano controverse le testimonianze sui fatti avvenuti nelle ultime ore a Khartoum, dopo gli scontri esplosi lunedì tra le forze di sicurezza e i manifestanti che da tempo occupano le strade in segno di protesta. A riferire del ritrovamento dei cadaveri vicino all’area degli scontri — che affaccia sul Nilo Azzurro — sono stati i leader della protesta civile, i quali hanno così fatto aggiornare il triste bilancio delle vittime a 108 persone. A sostegno di queste notizie sono arrivate anche le voci del Sudan Doctor’s Commettee — medici legati sempre all’opposizione — che ha informato di altre 8 persone decedute a seguito degli scontri e che ne sarebbero state ferite almeno 509. La notizia del ritrovamento dei corpi è giunta a seguito dell’annuncio della proposta di nuove elezioni da parte del generale Abdel Fattah Burhan, attualmente alla guida del Paese dopo la rinuncia al potere di Ahmed Awad Ibn Auf, responsabile del colpo di Stato e della deposizione del presidente Al Bashir. In serata, Burhan aveva proposto la ripresa dei colloqui con le forze di opposizione per la formazione del governo di transizione, sul quale risulta controversa la durata e la composizione. Lo scontro sull’eventuale presenza militare all’interno dell’esecutivo ad interim aveva portato i negoziati a uno stallo, cui hanno poi fatto seguito ulteriori manifestazioni di protesta e la reazione violenta dei militari. A dimostrazione della caotica situazione in cui versa il paese, sono arrivate poi nella tarda serata di ieri le smentite sul numero delle vittime degli scontri, fornite dalle fonti governative. Stando infatti all’agenzia Suna (Sudan news agency), che ha citato il ministero della salute, i morti totali degli scontri di Khartoum non supererebbero le quarantasei persone. Del ritrovamento dei corpi non si è fatta menzione.

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14 ottobre 2019

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