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Sempre più migranti in balia del Mediterraneo

· ​Soccorse oltre 13.000 persone negli ultimi quattro giorni mentre il sistema italiano di accoglienza rischia il collasso ·

«Prima dell’arrivo dell’autunno, i trafficanti sfruttano l’ultima lunga finestra di bel tempo. Temiamo un picco record di sbarchi». Fonti del Viminale fanno presagire una fine dell’estate molto complessa sul fronte dell’assistenza ai migranti in arrivo specialmente dalla Libia. I numeri del ministero degli Interni, infatti, sono destinati ad aumentare. E a dimostrarlo sono gli ultimi arrivi: oltre 13.000 migranti soccorsi in quattro giorni. «E la conta è destinata a non fermarsi». Ieri sera è approdata poco dopo le due della notte al porto di Lampedusa una nave con a bordo 1177 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia. Le operazioni di sbarco sono proseguite per tutta la notte. Il rischio concreto è che il sistema dell’accoglienza arrivi al collasso. 

Migranti soccorse da una ong spagnola al largo della Libia (Reuters)

Dopo la chiusura della rotta balcanica, l’Italia è diventata la prima meta delle rotte migratorie, in prima linea nell’emergenza sbarchi. A oggi — sottolinea la stampa — sono oltre 145.000 i migranti ospitati. Un record, se si pensa che nel 2015 erano stati 103.000. La maggioranza (111.061) è alloggiata nelle strutture temporanee presenti nelle varie regioni. In testa la Lombardia (oltre 19.000 migranti ospitati), Sicilia, Lazio, Veneto. Ultima la Valle d’Aosta con 312 posti messi a disposizione.
E intanto aumentano di giorno in giorno le partenze dalla Libia, e anche dall’Egitto, verso le coste siciliane. Un tratto di mare molto pericoloso: sulla rotta del Mediterraneo centrale si registra infatti l’85 per cento di tutte le morti in mare. Come spiega Frank Laczko dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni: «Il numero di decessi è aumentato di oltre un terzo rispetto allo scorso anno. Nel 2016, un migrante ogni 85 è morto nella traversata, rispetto a uno ogni 276 nel 2015».
Fare fronte ai flussi migratori verso l’Europa «non può essere un compito dell’Italia» ha detto ieri il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, a Catania, precisando che «porremo con forza questa questione. L’Italia fa la sua parte, la Sicilia fa la sua parte, Catania ha fatto in questi ultimi anni in modo ammirevole la sua parte, ma è un impegno che deve essere condiviso». È evidente — ha aggiunto — «che fino a due anni fa si considerava la questione migratoria una questione soltanto italiana, ora c’è un impegno di altri Paesi, che noi ovviamente salutiamo positivamente».
I numeri del Viminale fotografano con esattezza l'emergenza: al 30 agosto sono 107.089 i migranti arrivati via mare in Italia nel 2016. Nello stesso periodo dello scorso anno erano stati 116.141. Ma il sorpasso è negli sbarchi dell’ultimo giorno. Augusta, Pozzallo, Reggio Calabria, i porti più coinvolti. Ad arrivare sono per lo più nigeriani (25 per cento), eritrei (16), sudanesi (nove per cento). Va segnalato anche il record dei minori stranieri non accompagnati, che arrivano in Italia senza nessuno, spesso spediti dalle loro famiglie per fuggire da una situazione drammatica: ben 11.797 al 15 luglio scorso, quasi come tutti quelli arrivati nel corso del 2015 (12.360). 

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