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Is sempre più isolato

· ​Kerry sottolinea le condanne crescenti del gruppo terrorista da parte del mondo islamico ·

I combattenti del cosiddetto Stato islamico (Is) hanno perso slancio e «in alcuni casi» stanno arretrando, ma l’azione contro di loro va intensificata, tra l’altro anche in termini di comunicazione all’opinione pubblica internazionale. 

Questa valutazione è stata riferita dal segretario di Stato americano, John Kerry, in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, e con il primo ministro iracheno, Haydar Al Abadi, tenuta al termine dell’incontro di ieri a Londra tra i rappresentanti di ventuno Paesi occidentali e arabi che aderiscono alla coalizione internazionale contro l’Is. «Siamo consapevoli che possiamo fare di più, anche in termini di messaggio. C’è una quantità enorme di cose che stanno accadendo, ora bisogna andare sotto la superficie», ha detto Kerry, facendo particolare riferimento alle crescenti condanne dell’Is che arrivano dal mondo musulmano. Il segretario di Stato americano ha anche annunciato che a febbraio il presidente Barack Obama ha in previsione una serie di incontri «con leader religiosi, personalità del mondo civile, organizzazioni», per costruire un consenso attorno alla lotta contro il terrorismo dell’Is che «non è un problema siriano, non è un problema iracheno, ma è un problema globale», al quale è necessaria una risposta globale. Il capo della diplomazia statunitense ha aggiunto che l’azione internazionale non si sta concentrando solo sull’intervento militare, ma anche sul modo di aiutare le vittime del gruppo jihadista, la popolazione locale che ha bisogno di sicurezza, di infrastrutture, di aiuti umanitari. Tra gli argomenti discussi nella riunione c’è stato quello dei cosiddetti foreign fighters, gli stranieri, anche occidentali, che si recano a combattere nelle file dell’Is. Hammond ha riferito che verrà costituito un gruppo di lavoro per lo scambio di informazioni sui loro movimenti.

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26 giugno 2019

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