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Sempre più incerta la conferenza di pace sulla Siria

· Brahimi lascia Damasco senza conferme sulla partecipazione dell’opposizione ·

C’è crescente incertezza sulla possibilità di tenere la conferenza internazionale sulla Siria, la cosiddetta Ginevra 2. In questo senso vanno le dichiarazioni rilasciate ieri dall’inviato per la Siria dell’Onu e della Lega araba, Lakhdar Brahimi, al termine di quattro giorni di colloqui a Damasco.

Il Governo del presidente Bashar Al Assad ha ribadito la disponibilità a partecipare alla conferenza, promossa da Onu, Russia e Stati Uniti, senza porre condizioni preliminari e ha già formato la delegazione da inviare a Ginevra,  con a capo il ministro degli Esteri, Walid Moallem.

Tuttavia,  «senza l’opposizione l’iniziativa non potrà svolgersi», ha detto Brahimi, ammettendo che non c’è nessuna conferma che le opposizioni  possano formare una delegazione unitaria.  «Stiamo facendo sforzi molto seri per organizzare la conferenza, ma vedremo cosa succederà», ha aggiunto   Brahimi. L’incognita è appunto l’atteggiamento dell’opposizione. L’unico punto sul quale le sue diverse componenti sembrano d’accordo è una  condizione preliminare inaccettabile per il Governo, cioè  l’uscita di scena di Assad prima ancora che ci si sieda al tavolo delle trattative.

Brahimi incontrerà martedì prossimo a Ginevra rappresentanti di Russia e Stati Uniti, prima di un colloquio allargato agli altri tre membri permanenti del Consiglio di sicurezza, Cina, Francia e Gran Bretagna.

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21 novembre 2019

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