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​Sempre più forte a Tripoli
il rumore delle armi

· Mentre la diplomazia è al lavoro si teme per la sorte dei civili ·

Scontri nei pressi di Tripoli (AFP)

Mentre il fronte della guerra continua a muoversi costantemente accorciando o allungando la distanza da Tripoli, la città governata da Fayez al-Sarraj è scesa ieri in piazza per gridare la sua rabbia contro il “traditore” Khalifa Haftar e contro la Francia, accusata di sostenerne l’offensiva militare. In centinaia, migliaia secondo gli organizzatori, hanno gremito piazza dei Martiri. «Giù le mani dalla Libia», «La Francia sostiene Haftar»: questi gli slogan che si leggevano sui cartelli esposti dai manifestanti, fra i quali si notavano tuttavia anche richieste di aiuto rivolte a Bengasi, città in mano ad Haftar. I manifestanti sono scesi in strada nonostante continuino a ripetersi in città incursioni lampo di soldati dello stesso Haftfar, il quale intanto, questa mattina, ha ordinato un raid aereo contro un compound delle forze fedeli al governo di unità nazionale nei pressi di Ain Zara, 15 chilometri a sudovest di Tripoli. I caccia non hanno centrato l’obiettivo, colpendo una scuola elementare, oggi chiusa. Sono circa 1.500 i rifugiati e i migranti intrappolati in centri di detenzione a Tripoli e la cui vita è a rischio, man mano che si inaspriscono i combattimenti. A lanciare l’allarme è stato anche l’Alto commissario per i rifugiati Filippo Grandi, il quale ha affermato che «queste persone si trovano nelle circostanze più vulnerabili e pericolose». Chiedendone l’evacuazione, Grandi ha spiegato che i migranti e i rifugiati «devono essere urgentemente messi in sicurezza. Si tratta di una questione di vita o di morte». E in effetti il raid aereo su Ain Zara ha colpito non lontano dal centro per migranti di Basheer al Sadawi. Ieri i caccia fedeli ad Haftar hanno bombardato anche Zuara, città costiera della Libia nord-occidentale 108 chilometri a ovest di Tripoli e 60 chilometri a est del confine con la Tunisia. La città si trova a soli 22 chilometri di distanza dal complesso gasiero di Mellitah, sito strategico per le forniture di gas all’Italia.

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21 agosto 2019

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