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Sempre più cattolico

· ​Il viaggio del Papa visto dalla stampa internazionale ·

È stato «il viaggio radicale di un Papa radicale» sintetizza, in una sola frase, Jean-Marie Guénois nel suo commento pubblicato sul quotidiano francese «Le Figaro» del 13 luglio. Guénois concentra dunque la sua analisi sulla radicalità del messaggio del Papa, un tema «che riassume il senso profondo dei ventidue discorsi pronunciati davanti a milioni di persone» e sull’immagine più forte, lanciata domenica, prima di risalire sull’aereo per Roma: la scelta fondamentale tra i due vessilli, quello del demonio e quello di Cristo. Un’immagine cara alla tradizione ignaziana, tradotta in linguaggio contemporaneo accostandola alle maglie di due squadre diverse, perennemente in lotta tra loro. Con chi vogliamo giocare la partita della vita? — chiede il Papa alle folle che lo acclamano — Per chi faremo il tifo?

Sceglie uno slogan efficace e sintetico anche Juan G. Bedoya nel suo commento — uscito su «El País» del 12 luglio scorso — dedicato a un Pontefice che si rivela nel tempo «sempre più cattolico e meno romano». In sei giorni, continua Bedoya, viaggiando attraverso i tre Paesi più poveri del continente latinoamericano, Francesco ha rovesciato completamente l’immagine di una Chiesa romana seguita da sempre meno fedeli in America latina.

A viaggio appena concluso si può dire che Francesco ha iniziato una nuova «conquista dell’America», radicalmente diversa rispetto alla conquista militare del passato.

L’«International New York Times» — nell’edizione del 13 luglio — sottolinea come il Papa, nel corso del viaggio, abbia rinnovato la sua vigorosa critica al capitalismo: una critica, del resto, più volte formulata nel corso del pontificato. La volontà smodata di accumulare ricchezze non è altro che una «sottile dittatura» che rende schiavi. E così, tornando nella sua terra natia, il Papa — prosegue il commento sull’«International New York Times» — ha inteso porre ancora una volta l’accento sulle ineguaglianze determinate dal capitalismo, riconoscendo in esso la causa sotterranea dell’ingiustizia globale e la prima causa dei cambiamenti climatici.

Sulla pagina internet del settimanale di Cracovia «Tygodnik Powszechny», il padre francescano Kasper Kaproń definisce il viaggio appena concluso uno dei momenti più importanti del pontificato. E aggiunge di sentirsi particolarmente colpito dalle parole di Francesco quando individua nell’ospitalità la parola centrale della spiritualità cristiana.

Anche «The Guardian», nell’edizione di lunedì 13, nota come la voce del Papa si sia alzata ancora una volta in difesa degli indigenti. Significativa, al riguardo, la sua visita, domenica 12, a Bañado Norte, una zona molto povera di Asunción, durante la quale ha ribadito un concetto chiave del suo magistero: i poveri non devono essere mai lasciati ai margini della società. Del resto, come scrive Gian Guido Vecchi sul «Corriere della Sera» sempre del 13 luglio, «è nel barrio che si capiscono a fondo le parole ripetute da Francesco in questi giorni».

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