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Sempre meno garanzie
per chi trova lavoro

· La denuncia dell’Ilo ·

Sono oltre 40 milioni le persone che nel mondo versano in «nuove forme» di schiavitù, mentre si contano 190 milioni di disoccupati, un terzo dei quali giovani. Per 300 milioni di persone, inoltre, avere un lavoro non significa migliorare la qualità della propria vita: si tratta dei cosiddetti «lavoratori poveri», di cui circa 150 milioni sono giovani precari. Il quadro, non roseo, del lavoro globale è tracciato dai dati presentati durante le celebrazioni del centenario dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), avvenute nel corso della riunione dell’Assemblea delle Nazioni Unite tenutasi ieri a New York.

Nei diversi interventi succedutisi nel Palazzo di Vetro, gli oratori hanno contribuito non solo a tracciare un quadro sullo stato attuale del mondo del lavoro, ma altresì a stimolare una riflessione sul significato del lavoro oggi, all’interno delle grandi sfide globali.

I mutamenti economici, demografici e ambientali spingono, infatti, a ridefinire nuovamente l’identità dei lavoratori: dai dati emerge che sono circa due miliardi le persone che lavorano in un settore definito «informale», spesso senza alcuna tutela sociale, per cui tutti i governi sono invitati a intervenire. Nel suo intervento, il Segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha spiegato: «Stiamo vivendo un’epoca di profonda incertezza» e la nozione stessa di lavoro cambierà, così come «il rapporto tra lavoro, tempo libero e altre attività».

Guterres ha, altresì, posto l’accento sulle trasformazioni dettate dalle innovazioni tecnologiche, come l’intelligenza artificiale, che se contribuiscono a ripensare l’economia in termini di sostenibilità con nuove occupazioni, d’altro canto cancellano posti di lavoro: «Gli stati non sono ancora pronti ad affrontare questo tipo di cambiamenti. Per far fronte a tutto ciò serve investire nell’educazione, in nuove politiche di protezione sociale in favore di coloro che saranno colpiti dalle trasformazioni tecnologiche».

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17 novembre 2019

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