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Insufficienti i fondi
per assistere i rifugiati

· Aiuti adeguati a solo la metà delle persone vulnerabili ·

I fondi ricevuti dall’Onu risultano sempre più insufficienti a fronte dell’incremento del numero di rifugiati, sfollati e apolidi nel mondo. Poco più della metà del fabbisogno delle popolazioni di rifugiati e sfollati è soddisfatto. Occorre un’azione incisiva dei governi a sostegno delle iniziative delle Nazioni Unite, altrimenti numerosi programmi di assistenza dovranno avere fine. L’allarme è stato lanciato ieri dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).

L’agenzia delle Nazioni Unite prevede che per il 2018 i finanziamenti dei governi raggiungeranno appena il 55 per cento degli 8,2 miliardi di dollari richiesti. Con 68,5 milioni di sfollati all’inizio dell’anno, occorrono quindi nuovi fondi, ha osservato l’Unhcr. In tutto il mondo oggi si registra un aumento della malnutrizione, un sovraffollamento delle strutture sanitarie messe a punto per migranti e rifugiati che sono sempre più fatiscenti. Il personale impegnato nei programmi sta progressivamente diminuendo. Sei focolai di crisi — dice l’agenzia Onu — risentono in modo particolare della mancanza di fondi: Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Afghanistan, Sud Sudan, Siria e Somalia. La risposta alla situazione dei rifugiati del Burundi risulta quella meno finanziata (si copre solo il 28 per cento delle necessità) e si è dovuto procedere a tagli delle razioni alimentari. Oltre ai finanziamenti per i rifugiati, l’Unhcr chiede ulteriori 73 milioni di dollari per rispondere ai bisogni degli sfollati interni della Siria. Centinaia di migliaia di persone sono rimaste senza abitazione dall’inizio dell’anno e molte ora fanno affidamento sugli aiuti umanitario per soddisfare i bisogni primari quotidiani. Parte dei finanziamenti sia all’interno della Siria che nei paesi limitrofi servirà a garantire che le famiglie vulnerabili ricevano un supporto adeguato ben prima che arrivi l’inverno. L’agenzia Onu stima in 1,3 milioni i rifugiati vulnerabili bisognosi di supporto invernale essenziale. Al momento, l’Unhcr dispone del 55 per cento della somma richiesta e teme di dover sospendere in novembre i fondi per l’inverno.

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16 luglio 2019

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