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Sembra di essere a Praga

Piazza San Pietro, sì. Ma stamani sembrava proprio di essere nel cuore di Praga. Con quell’immagine stilizzata in onore di sant’Agnese di Boemia sul sagrato, esattamente come il 12 novembre di trent’anni fa, quando la sua canonizzazione, in San Pietro, diede improvvisamente il “la” alla cosiddetta “rivoluzione di velluto”, così difficile da prevedere tanto che il presidente poeta Václav Havel, accogliendo Giovanni Paolo II nella capitale ceca appena cinque mesi dopo, ebbe a dire che era certo di aver assistito a un miracolo pur non sapendo cosa fosse un miracolo.

Trent’anni dopo oltre tremila pellegrini sono venuti dalla Repubblica Ceca a Roma per incontrare Papa Francesco e ritrovare, con lui, quello stesso spirito appassionato di unità, individuando anche le strade giuste perché le nuove generazioni vivano in pieno il dono della tanto sospirata libertà, ottenuto senza spargimenti di sangue.

Sono venuti con tutti i vescovi del Paese — una rappresentanza ha incontrato anche Benedetto XVI — e i protagonisti della vita politica e sociale. Sono venuti per pregare insieme, spiegano, e per riflettere insieme come vivere la fede nella vita sociale ma anche con un obiettivo solidale: schierarsi concretamente dalla parte dei più deboli. Per non lasciare indietro nessuno.

Con “nonna” Lina Marchetti, hanno partecipato all’udienza le famiglie di Finale Emilia e Mirandola che, dal 12 novembre 1998, vivono l’incubo di accuse agghiaccianti per presunti abusi e riti satanici con bambini protagonisti. Il parroco di allora, don Giorgio Govini, accusato gravemente, è stato poi riconosciuto innocente. Resta il fatto che diciotto minori vennero sottratti alle loro famiglie che non li hanno più rivisti. Nonostante che varie sentenze abbiano corretto le prime versioni. Ora, spiegano i protagonisti di questa terribile vicenda, continua la lotta «per la verità e la giustizia». Anche con “nonna” Lina, all’epoca ministro straordinario dell’Eucaristia, che nel giro di tre mesi rimase senza tutti i suoi 6 nipoti e che, da allora, desidera riabbracciarli.

Significativa, inoltre, la presenza dei rappresentanti del World Innovative Summit of Health che stanno organizzando, per l’11 e 12 dicembre, il congresso internazionale sul tema: «Religion and medical ethics: palliative care and elderly mental health», insieme alla Pontificia accademia per la vita.

A parlare a Francesco di attenzione ai più poveri era presente, in piazza San Pietro, Martin Burt, fondatore e direttore esecutivo della Fundación Paraguaya - Semafor de eliminación de pobreza. Già sindaco della capitale Asunción dal 1996 al 2002, Burt ha donato al Papa il suo recente libro ¿Quién es dueño de la pobreza? Accanto a lui, il sindaco di Addis Abeba, Takele Uma Banti, impegnato in progetti per dare dignità e speranza alle fasce più deboli della popolazione.

Le prospettive educative per i più piccoli sono state presentate al Pontefice da duecento rappresentanti della Federazione italiana delle scuole materne, a Roma per il congresso nazionale in occasione dei quarantacinque anni della fondazione.

La Federazione, spiegano i responsabili, riunisce oggi circa 9000 realtà educative e di istruzione, cattoliche e di ispirazione cristiana, presenti inoltre la metà dei comuni italiani, accogliendo 450.000 bambini: il 35 per cento, in tutto il Paese, tra i 3 e i 6 anni.

«Sono scuole radicate nella loro comunità locale — affermano il segretario nazionale, Luigi Morgano, e i consulente ecclesiastico don Gesualdo Purziani — e con una storia alle spalle, per moltissime strutture, di oltre cento anni». Basti pensare che «oltre 100 scuole, tuttora in piena attività, hanno iniziato il loro servizio prima dell’unità d’Italia, aprendo la strada dell’educazione infantile, sempre in collaborazione stretta con le famiglie».

Per i novecento anni della parrocchia di Saint-Denys ad Arcueil, nella diocesi francese di Créteil, il parroco don Ryszard Gorski ha accompagnato un pellegrinaggio “guidato” della statua di san Dionigi che Papa Francesco ha benedetto al termine dell’udienza.

Un abbraccio particolare, poi, il Pontefice lo ha riservato ai cooperatori guanelliani, a Roma dal 12 al 16 novembre per la loro assemblea mondiale, e ai partecipanti al convegno per rettori e formatori di seminari di lingua portoghese organizzato, tra il 4 e 16 novembre, dalla Congregazione per il clero. Con loro c’erano anche le suore missionarie scalabriniane che stanno partecipando al capitolo generale.

Prima dell’incontro in piazza San Pietro, Papa Francesco ha accolto nell’aula Paolo VI le persone malate e con disabilità in modo che non fossero esposte al maltempo. «Fuori piove — ha detto il Pontefice salutando a braccio i presenti — qui sarete tranquilli, potrete seguire l’udienza dal maxischermo, tranquilli, in pace, senza bagnarvi. Questo è buono. Vi ringrazio di questa visita. Per me è una gioia quando vedo che voi venite così, con tante difficoltà, ma per amore alla Chiesa, per dire che amate la Chiesa. Questo fa bene a tutti quelli che vi vedono; a me fa bene. Grazie». E ha aggiunto prima di congedarsi: «Adesso vado dall’altro gruppo che è in piazza; sarà un po’ bagnato, ma voi rimanete qui. Siamo uniti attraverso il maxischermo». Ha quindi guidato la recita dell’Ave Maria e ha impartito la benedizione. Aggiungendo ancora: «Pregate per me e grazie di essere venuti!».

Tra i presenti, insieme ai gruppi dell’Unitalsi venuti da Ferrara e da Andria, i rappresentanti dell’associazione che riunisce le famiglie con bambini nati prematuri. Da Siracusa, per presentare a Francesco il loro figlio Riccardo Paolo — nato “prematuro” 4 anni fa — sono arrivati i genitori Emanuela e Sandro. «Nel reparto di terapia intensiva neonatale — confida la donna — ho imparato che i bimbi così sono piccoli e fragili solo nell’aspetto, perché in realtà sono leoni in gabbia». Riccardo Paolo «è un bambino “piuma”, nato a 32 settimane con parto d’urgenza e una grave insufficienza respiratoria: a solo un’ora di vita ha affrontato la sua prima battaglia contro la morte e, da guerriero, l’ha vinta». Anche con «la forza della fede».

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15 dicembre 2019

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