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Seicento milioni di bambini assetati

· Oltre trenta stati stanno affrontando gravi carenze di risorse idriche ·

Entro il 2040, 600 milioni di bambini — uno su quattro — non avranno acqua a sufficienza. A lanciare l’allarme è un rapporto dell’Unicef, l’agenzia dell’Onu per l’infanzia, precisando che sono 36 gli stati al mondo che stanno affrontando alti livelli di carenza di risorse idrico. In parole povere, la richiesta di acqua supera ampiamente le risorse disponibili e le fonti rinnovabili. Donne e bambine nei paesi più poveri — si legge nel documento — impiegano complessivamente 200 milioni di ore ogni giorno per raccogliere acqua. Tempo sottratto alla scuola, al lavoro e alla famiglia, e che li espone ad aggressioni e incidenti. 

A completare il quadro critico, circa un miliardo di persone al mondo non usano i servizi igienici, con un grave aumento del rischio di infezioni. Le conseguenze di tutto questo sono tragiche. Ogni giorno la dissenteria, provocata dall’acqua sporca o da servizi igienici inadeguati o inesistenti, uccide 800 bambini sotto i cinque anni. I piccoli sono i più esposti a tutti i rischi connessi alla scarsità d’acqua. L’Unicef calcola che entro il 2040 saranno, appunto, 600 milioni i bambini che vivranno in aree con risorse idriche limitate. Ovvero, che soffriranno la sete e moriranno per aver bevuto acqua fangosa. Ma perché accade questo? «La crescita della popolazione — scrive l’agenzia dell’Onu —, l’aumento del consumo e una domanda maggiore di acqua, in gran parte dovuta all’industrializzazione e all’urbanizzazione, stanno esaurendo le risorse idriche in tutto il mondo, e i conflitti in tante parti del pianeta stanno mettendo a rischio l’accesso all’acqua sicura per i bambini».

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21 marzo 2019

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