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Segno di speranza per i popoli dell’Asia

· Nel 2016 le Filippine ospiteranno il cinquantunesimo congresso eucaristico internazionale ·

I Congressi eucaristici internazionali hanno avuto un impatto profondo, anche se non sempre misurabile, sulla vita della Chiesa. Nel cuore del Novecento essi hanno contribuito in maniera determinante a ritrovare la consapevolezza del rapporto essenziale tra Chiesa ed Eucaristia, a sviluppare la “partecipazione attiva” dei fedeli alla liturgia, a ricollocare l’Eucaristia all’interno del suo alveo originario, cioè la celebrazione. Realtà queste che, inserite nel disegno globale della riforma liturgica, sono diventate ormai patrimonio di tutta la Chiesa.

Il costante approfondimento del mistero eucaristico a beneficio della Chiesa universale continuerà anche a Cebu basandosi sul rapporto tra speranza ed Eucaristia; tema, quello della speranza, spesso ignorato nella riflessione e nella prassi pastorale delle comunità cristiane. Tema che illumina anche le sfide che la Chiesa nelle Filippine è chiamata ad affrontare in vista del cinquantunesimo  Congresso eucaristico internazionale.

L’Asia è un continente dove l’Eucaristia può offrire speranza a una moltitudine di poveri, dove le innumerevoli “periferie” geografiche e “marginalità” sociali attendono l’annuncio del Vangelo del Regno. In questo senso l’Eucaristia, secondo l’espressione di Johann Baptist  Metz, è una «memoria pericolosa» forza sovversiva del presente, coscienza critica della vicenda umana. Essa, infatti, fa risuonare perennemente nella comunità l’invito a compiere quanto Gesù ha vissuto in prima persona, ossia l’offerta totale di sé per la salvezza di tutti. La comunità eucaristica, mangiando «il corpo donato» diventa «corpo per gli altri», «corpo offerto per le moltitudini». Nel memoriale pasquale, mentre annunciano la memoria passionis, mortis et resurrectionis Jesu Christi, i cristiani che vivono nell’attesa della venuta del Signore, fanno della loro esistenza un dono totale.

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15 dicembre 2019

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