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Segno
di contraddizione

· Un museo su Jeanne d’Arc a Rouen ·

Né monumento, né memoriale. L’Historial non è neppure storia, scrive Sylvie Barnay , aggiungendo che designa un museo che si presenta come luogo di memoria, a metà strada tra storia presentata come passato ma anche come passato presente. 

Giovanna d’Arco (1485 circa,Centre Historique des Archives Nationales,Parigi)

L’Historial Jeanne d’Arc, che ha aperto le sue porte nell’arcivescovado di Rouen lo scorso 21 marzo, s’iscrive in questo tipo di costruzione museale. Ha come obiettivo di ripercorrere la storia di Giovanna d’Arco, ma anche di far riflettere sulla «storia della sua storia». Il suo proposito è dunque duplice: impartire una lezione di storia e invitare alla riflessione civica.

Addossato all’abside della cattedrale, l’Historial invita a un iter in due tempi: il tempo della storia e il tempo della memoria. Iter concretizzato da sette spazi successivi seguiti da un’importante “mitoteca”, come altrettanti passi per andare dal tempo passato a una vera riflessione sul tempo che passa. In un percorso coinvolgente e multimediale di settantacinque minuti, i visitatori percorrono anche un luogo di memoria, attraversando le cripte romana e gotica, le stanze e la torre del XV secolo e il sottotetto della “Officialité” dove nel 1431 furono lette le deliberazioni del processo che avrebbero condannato Giovanna d’Arco a morire sul rogo e dove nel 1456 si tenne il suo processo di riabilitazione. Il percorso scenografico in due tempi permette così di scoprire la Giovanna d’Arco della storia e la Giovanna di una memoria sempre ricostruita e ricomposta dal presente di quanti richiamano alla mente il suo ricordo.

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26 gennaio 2020

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